13 LUGLIO

Oggi, ma nel 1921, a Treviso, in via Daniele Manin, duemila camice nere, provenienti dai 247 fasci di combattimento del Veneto, invadevano il centro cittadino, assaltando la sede dei repubblicani, che faceva riferimento all’onorevole Guido Bergamo. La spedizione punitiva (nella foto, particolare, lo schieramento nerocamiciato sotto il palazzo del Podestà, in piazza dei Signori) veniva considerata la più clamorosa dopo quella avvenuta, nella notte tra il 10 e l’11 maggio precedente, a Torre di Pordenone, in provincia di Udine -ritenuta roccaforte del socialismo, con alla testa il sindaco Psi Guido Rosso- con la devastazione del municipio.
A Treviso, dove operava il sindaco Italo Levacher, del Ppi, e più ampiamente nella Marca trevigiana, i fascisti stentavano a prendere piede, per l’opposizione frapposta dalle enclavi “rosse”. I "neri" riuscivano al più ad approfittare, sporadicamente, delle feroci diatribe tra popolari, repubblicani, socialisti. In tale contesto risuonava l’invito alla pacificazione del vescovo Andrea Longhin, già croce al merito della prima guerra mondiale per il suo attivismo, che verrà beatificato, il 20 ottobre 2002, da Papa Giovanni Paolo II. Il segretario nazionale del Partito popolare, don Luigi Sturzo, rivolgerà un’interpellanza al capo del governo, Ivanoe Bonomi, socialista, chiedendo conto dell’accaduto e affinché mettesse sotto inchiesta e privasse delle cariche esercitate i funzionari amministrativi e politici, a cominciare dal prefetto Francesco Crispo Moncada, che non erano stati in grado di intercettare e prevenire l’assalto armato.
Moncada, in carica dal 16 luglio precedente, dopo aver preso il posto di Pietro Carboni, terminerà il suo incarico anzitempo, il 31 agosto di quel 1921, e verrà sostituito da Giovanni Battista Mazzara. Moncada diverrà capo della Polizia del Belpaese, il 16 giugno 1924, e rimarrà in quel ruolo, che comprenderà la funzione di direttore generale di Pubblica sicurezza, fino al 13 settembre 1926. Nel mentre siederà sulla poltrona di prefetto della Venezia Giulia: in sostanza verrà premiato il suo schieramento in favore del movimento legato a Benito Mussolini che, il 9 novembre del 1921, fonderà, a Roma, il Partito nazionale fascista, con Michele Bianchi in veste di primo segretario. Tutta la vicenda verrà raccontata da Francesco Scattolin, nel volume, di 144 pagine, intitolato “Assalto a Treviso. La spedizione fascista del 13 luglio 1921”, che verrà pubblicato dalla casa editrice Cierre, di Verona, nel 2001.

