14 Ottobre

Oggi, ma nel 1894, a Roma, veniva rilasciato dal ministero dell'Agricoltura, industria e commercio del Regno d'Italia il certificato (nella foto un particolare) di privativa, una sorta di brevetto, per il Pandoro a Domenico Melegatti di Verona. Classe 1844, aveva ereditato la pasticceria di corso di Porta Borsari dal padre Pietro nel 1873 e coordinava il lavoro dei fratelli poiché dotato di maggiore inventiva. Rielaborando la tradizione scaligera del pane natalizio detto "Levà" ed eliminando mandorle e uvetta che ostacolavano la gran lievitazione aveva inventato quello destinato a divenire l'antagonista del Panettone milanese. La sua ricetta originaria del dolce a forma tronco-conica a otto punte cosparso di zucchero a velo richiedeva 36 ore di lavorazione della base, 7 cicli d'impasto e 10 ore di lievitazione. Alla radice della fortuna commerciale del prodotto della Casa del Panettone Melegatti ci sarà, oltre alla semplicità della formula, la pionieristica vendita per corrispondenza.
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