16 FEBBRAIO

Oggi, ma nel 1999, nell’oceano Pacifico, a 2mila miglia da Capo Horn, in Cile, nella terza tappa della competizione velica transoceanica Around Alone, da Auckland, in Nuova Zelanda, a Punta del Este, in Uruguay, Giovanni Soldini salvava l’avversaria francese Isabelle Autissier (nella foto, particolare, subito dopo il recupero). La transalpina, classe 1956, ritenuta la prima donna ad aver concluso il giro del mondo a vela in solitaria, era finita in acqua dopo essersi ribaltata per aver presumibilmente speronato una balena, quando era al comando della classifica.
Per recuperare l’Autissier, rimasta per 24 ore in balia delle onde, Soldini aveva dovuto setacciare l’area di 5 miglia quadrate, aiutato soltanto dai segnali Argos provenienti dall’imbarcazione Prb. Quel settore oceanico era particolarmente pericoloso perché le navi evitavano la rotta a causa delle correnti, dei venti e delle condizioni atmosferiche avversi.
La skipper aveva già sperimentato una situazione analoga nella Boc Challenge del 94-95, nell’ Oceano Indiano, quando era stata messa al sicuro dai soccorritori della marina australiana, il 31 dicembre 1994, dopo 4 giorni trascorsi alla deriva. Soldini, di Milano, del 1966, il 29 febbraio 2000, nella sede del Museo della marina, nella capitale francese verrà insignito della Légion d’honneur, la massima onorificenza dello Stato francese, concessa dal presidente della Repubblica Jacques Chirac, e consegnata dal navigatore Gerard d’Aboville, proprio per l’eroico gesto messo a segno il 16 febbraio 1999.
Il 3 marzo successivo, a Punta del Este, Soldini, reputato il miglior navigatore solitario del Belpaese e tra i più apprezzati del globo, taglierà per primo il traguardo dell’ardimentosa sfida, con il suo 60 piedi sponsorizzato Fila, nonostante la richiesta di squalifica avanzata dal concorrente Marc Thiercelin, che sosteneva che l’italiano non fosse più in navigazione solitaria, dopo aver tratto a bordo la naufraga, andando contro il regolamento.

