20 settembre

Oggi, ma nel 1991, a Barge, in provincia di Cuneo, nel clima da psicosi collettiva che scuoteva dal torpore la tranquilla comunità saluzzese, scattava la caccia al serial killer che verrà detto mediaticamente “degli ambulanti” dopo l’omicidio di Emiliano Cecco, grossista di fiori di Caraglio, di 21 anni, assassinato con 4 colpi di pistola nel proprio furgone due giorni prima, il 18 settembre, lungo la strada provinciale per Paesana. Il delitto si sommava a quello di Crissolo, del 17 ottobre 1990, di Aldo Bruno e Felicina Brugiafreddo, cuneesi, entrambi impiegati del Catasto comunale, freddati con 3 colpi ciascuno di fucile a pompa calibro 12, nel camper di lui mentre pranzavano. Il 20 settembre 1992, a Redon, in Bretagna, verrà arrestato Arrigo Candela, originario del Canavese, in quel di Torino, di 36 anni, ex guardia giurata.
La Francia non concederà l’estradizione per quello che verrà bollato dai giornali come “Il Rambo di Baldissero”. E non mancheranno le polemiche. Il “Pistolero di campagna”, come lo etichetteranno i conoscenti, verrà condannato all’ergastolo (con segregazione per i primi 18 anni di reclusione) dalla giustizia transalpina, l’8 febbraio 1996, a Rennes, per l’uccisione del poliziotto municipale Michel Macè, del 17 settembre 1992. Nella sparatoria durante la fuga successiva alla rapina, da 40mila franchi, allo sportello locale della Banca di Bretagna (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano torinese “La Stampa” del 9 febbraio ’96, in evidenza tra le vittime Cecco della ditta di famiglia Granda fiori).
Nell’iter processuale non gli verrà riconosciuta oltralpe la responsabilità dei sei ammazzamenti messi a segno nel Belpaese. Ovvero, oltre a quelli già menzionati, le soppressioni di Vincenzo Pilone e Luigina Podio, cercatori di funghi, a Mazzè, il 18 ottobre 1991 e di Carmine Gatta, titolare di bottega di ferramenta, a Pino Torinese, il 21 gennaio 1992. Candela morirà il 14 febbraio 2007, a 51 anni, sempre in Bretagna, in circostanze non chiare.
