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22 maggio

22 Maggio 2026

Oggi, ma nel 1969, a Milano, si spegneva, a 59 anni, l’astro del paroliere partenopeo Nicola Salerno, “Nisa”, come aveva siglato i suoi non pochi successi, tra i quali il boogie-woogie “Tu vuo’ fa’ l’americano”, del 1956, musicato e interpretato da Renato Carosone, e, a ritroso, grandi classici a cominciare dal pezzo “Eulalia Torricelli”, datato 1946, con base di Luigi Pulci alias “Gino Redi” e Dino Olivieri e intonata per la prima volta da Luigi “Gigi” Beccaria. Il brano “Guaglione”, sempre del 1956, accompagnato dalle note di Giuseppe Fucilli “Fanciulli”, aveva vinto in quell’anno la quarta edizione del Festival di Napoli cantata da Aurelio Fierro e da Grazia Gresi. Altri evergreen di “Nisa” (nella foto, indicato dal riquadro, insieme all’attrice svedese Märta Torén e a Redi nell’immagine tratta da uno dei fascicoli del settimanale “Radiocorriere TV” dell’emittente di Stato della raccolta del 1953) erano “Permettete signorina”, del 1960, per Nicola Arigliano.

E ancora il tormentone “Bandiera gialla”, in combo con Alberto Testa e su musica di Artie Kornfeld e di Steve Duboff, per Giovanni “Gianni” Pettenati, nel 1966. L’ultimo lavoro era stato “Una chitarra cento illusioni, proprio del 1969, per Beniamino “Mino” Reitano che l’aveva musicata insieme al fratello Franco. La collaborazione con Carosone aveva portato alla realizzazione di pietre miliari della musica leggera tricolore non solo napoletana come “Torero”, del 1957, “Caravan Petrol”, del 1958, “Pigliate ‘na pastiglia”, ancora del 1958, e “O Sarracino”, pure del ‘58. Tra le tracce degne di nota vi era stata anche “Serafino campanaro”, del 1959, per Adriano Celentano.

Poi “Non ho l’età (per amarti)”, scritta con Mario Panzeri e mesa in musica da Giancarlo “Gene” Colonnello, legata all’esibizione della sedicenne Gigliola Cinquetti nella kermesse canora sanremese del 30 gennaio-1 febbraio 1964, la quattordicesima della Città dei fiori, in duo con l’italo-belga Rosetta Ardito, in arte “Patricia Carli”. Fin dal suo trasferimento nel capoluogo lombardo, nel 1930, Salerno era stato anche un disegnatore di pregio e aveva realizzato fumetti ed illustrazioni non solo per il mondo dello spettacolo.