23 APRILE

Oggi, ma nel 1884, a Biella, nel Teatro sociale cittadino, Luigi Luzzati, futuro presidente del Consiglio dei ministri, della Destra storica, teneva la prima commemorazione di Quintino Sella, esponente dello stesso partito, morto il 14 marzo precedente, a 56 anni.
Quest’ultimo, ingegnere idraulico, esperto di miniere e di mineralogia, fondatore del Club alpino italiano, il 12 agosto 1863, a Torino, (nella foto, particolare, illustrazione di Casimiro Teja, detto “Puff”, per il VII congresso del Cai, nello scatto custodito nell’archivio della Fondazione Sella, a Biella, che sarà anche sulla copertina del volume “Quintino Sella, lo statista con gli scarponi”, a cura di Pietro Crivellaro, che sarà edito dal Cai nel 2021), era stato ministro delle Finanze del regno d’Italia, per tre mandati.
Il primo, dal 3 marzo 1862 all’8 dicembre di quell’anno, con Urbano Rattazzi, presidente del Consiglio dei ministri. Il secondo, dal 27 settembre 1864 al 13 dicembre 1865, con Alfonso La Marmora, presidente del Consiglio dei ministri. Il terzo, dal 14 dicembre 1869 al 10 luglio 1873, con Giovanni Lanza, presidente del Consiglio dei ministri.
Sella, che era deceduto nella sua abitazione all’interno dell’omonimo lanificio, era stato patrocinatore della Banca biellese, nel 1869, che poi porterà il suo nome, e che sarà presieduta, per la prima volta, da suo fratello Venanzio Sella. La passione per l’alpinismo sarà portata avanti dal nipote, figlio del già menzionato fratello, Vittorio Sella, considerato fra i pionieri della fotografia d’alta quota, sodale di Luigi Amedeo di Savoia Aosta, duca degli Abruzzi, nelle spedizioni internazionali. Nell’appuntamento biellese, per ricordare lo spessore umano, politico, scientifico, imprenditoriale di Quintino Sella, Luigi Marandono, facente funzione di sindaco, rammentava ai tanti presenti il ruolo chiave dello scomparso, nato a Sella di Mosso, di Valdilana, nel 1827, sia per il Belpaese, con Vittorio Emanuele II, quale primo sovrano, che per lo sviluppo della comunità locale.

