23 Novembre

Oggi, ma nel 1825, a Roma, in piazza del Popolo, il boia dello Stato pontificio Giovanni Battista Bugatti, meglio noto come Mastro Titta, decapitava i carbonari Angelo Targhini e Leonida Montanari, condannati alla pena capitale dal tribunale pontificio per volere di Papa Leone XII perché presunti responsabili del tentato omicidio di Filippo Spada, detto Spontini, infiltratosi in una riunione clandestina dell'organizzazione segreta ai danni del potere temporaneo della Chiesa. Targhini, classe 1799, originario di Brescia, cuoco, fino al 1823 al servizio del pontefice Pio VII, e Montanari, del 1800, nato a Cesena, farmacista e chirurgo, erano stati, il primo, presunto accoltellatore di Spada nel vicolo Sant'Andrea e, il secondo, soccorritore del ferito che, anziché prestare le cure salvavita, tentò di eliminare il ferito. Morivano lanciando dal patibolo il proprio ultimo pensiero: «Il nostro Dio sta in fondo alla nostra coscienza, per questo non dobbiamo rendere conto a nessuno». I loro corpi verranno sepolti al Muro torto, in terra sconsacrata, luogo abitualmente riservato a suicidi, ladri, vagabondi e prostitute. Il 2 giugno 1909 verrà apposta nel luogo del supplizio la targa commemorativa (nella foto, particolare) che nell'iscrizione evidenzierà anche l'ingiustizia della pena estrema. La vicenda dei due cospiratori ai danni del governo pontificio verrà ripresa dal regista Luigi Magni, nel 1969, nel film Nell'anno del signore, con la partecipazione di Nino Manfredi e con gli attori francesi Robert Hossein e Renaud Verley nei ruoli di Montanari e di Targhini.
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