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23 ottobre

23 Ottobre 2026

Oggi, ma nel 1934, a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, sulle acque del lago Benaco, il maresciallo della regia Aeronautica militare italiana Francesco Agello, di 31 anni, metteva a segno il record del mondo di velocità, di 709, 202 chilometri all’ora, con media misurata su quattro passaggi, su idrovolante, a bordo di Idrocorsa Macchi-Castoldi MC 72. Grazie al propulsore Fiat As 6 a 24 cilindri, da 3mila cavalli vapore, con eliche controrotanti. Ritoccava così il suo primato precedente, del 10 aprile 1933, di 682,078 all’ora, messo a segno con il medesimo velivolo, ma equipaggiato di motore della casa torinese meno spinto, da 2.500 Hp. Il risultato (nella foto, il fuoriclasse dell’aria originario di Casalpusterlengo festeggiato dai superiori e dai collaboratori proprio al termine del cimento che verrà osannato dalla propaganda mussoliniana), dopo essere stato omologato dalla Federazione aeronautica internazionale, fondata a Parigi il 12 ottobre 1905, mediante l’Aero club d’Italia, rimarrà imbattuto.

Il mezzo impiegato per l’epocale prova verrà conservato nel Museo storico dell’Arma azzurra a Vigna di Valle, frazione di Bracciano, sul Lago Sabatino, in quel di Roma. Per aver centrato tale impresa "Augello", come era solito etichettarlo il poeta Gabriele d'Annunzio, verrà promosso al grado di sottotenente diventando così ufficiale pilota. Contestualmente meriterà anche la medaglia d’oro al merito aeronautico. Ma la sua carriera s’interromperà bruscamente per la collisione del 24 novembre 1942. Morirà a 39 anni, da capitano, sul cielo dell’aeroporto di Bresso, che fungerà da campo di volo delle officine Breda. Accadrà quando il Macchi MC 202 che lo impegnerà in fase di test, in veste di collaudatore dello scalo di Malpensa, andrà ad urtare l’analogo caccia comandato dal tenente colonnello Guido Masiero, padovano di 47, che ugualmente perirà in quel frangente.