25 Agosto

Oggi, ma nel 1923, tra Molinetti, a 440 metri sul livello del mare, e il passo della Crocetta di Orero, a 468 metri d'altezza, nel territorio del comune di Serrà Riccò, e quello di Casella, entrambi in provincia di Genova, in occasione dell'avvio dei lavori per la costruzione della ferrovia Genova-Casella, che verrà inaugurata dal fascismo l'1 settembre 1929, veniva ritrovato un vero e proprio tesoro, soprattutto per il valore archeologico. Si trattava di una scoperta che, dal punto di vista museale, darà lustro a tutta la Liguria. Il bottino era costituito da 3mila monete, prevalentemente dracme e oboli, di produzione ligure, databili fra il IV e il I secolo avanti Cristo. Il loro valore verrà analizzato e pubblicato nelle 11 pagine del volume di Giulio Miscosi intitolato "Classificazione delle monete di Casella trovate a Crocetta d'Orero nel 1923, edito in proprio dall'autore, a Genova, nel 1926 (nella foto, particolare del frontespizio del saggio). La presenza delle monete sarà spiegata, con buona probabilità, dal fatto che durante l’impero romano Casella fosse stato un importante centro della strada dei feudi imperiali e della via fondovalle, legato al commercio, soprattutto di sale marino, e ai trasporti fra il capoluogo ligure e le grandi città padane. Il tracciato ferroviario Genova-Casella, di 24 chilometri, a scartamento metrico, di mille millimetri, gestito dalla Società ferrovie elettriche liguri, fondata nel 1915 e presieduta dal senatore Felice Bensa, serviva per collegare il capoluogo ligure, da piazza Manin, a quota 93 metri, col suo entroterra, nella valle del fiume Scrivia, fino a Casella paese, a 405 metri, attraverso 23 fermate e 13 gallerie. Quello che passerà alla storia come "il trenino di Casella", a trazione elettrica a 3mila volt a corrente continua, sarà, oltre che di utilità, di attrazione turistica.
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