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26 febbraio

26 Febbraio 2026

Oggi, ma nel 2006, a Torino, si teneva la cerimonia conclusiva delle XX Olimpiadi invernali, e la rappresentativa italiana chiudeva con undici medaglie vinte complessivamente, cinque d’oro e sei di bronzo, e l’azzurro più titolato era il pattinatore di Roana Enrico Fabris, con due riconoscimenti del metallo più prezioso e una terza piazza. Uno individuale nei 1500 metri, del 21 febbraio, e l’altro nell’inseguimento a squadre, il 16, in team con Matteo Anesi, Stefano Donagrandi, Ippolito Sanfratello. Ma quella incassata l’11 febbraio, nei 5mila metri, dal vicentino del gruppo sportivo delle Fiamme oro, classe 1981 (nella foto, particolare, in azione proprio nel capoluogo piemontese), benché di bronzo, era stata la prima medaglia conquistata dal Belpaese nel pattinaggio su ghiaccio. Dietro di lui il fondista di Tolmezzo Giorgio Di Centa, dei Carabinieri, con due ori, uno individuale nella 50 chilometri a tecnica classica, al Pragelato Plan, e uno conquistato nella staffetta quattro per dieci in sodalizio con Fulvio Valbusa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi. A seguire lo slittinista di Merano Armin Zöggeler, anche lui esponente dell’Arma, con una “gold medal” nella prova singola acciuffata l’11 a Cesana Torinese. Tra i bronzi, degna di risonanza mediatica era stata soprattutto la prestazione del tandem del bob a due femminile, ovvero quello composto dalla bolzanina Gerda Weissensteiner, pilota, con la frenatrice lecchese di Rogeno Jennifer Isacco, che era riuscito a salire sul gradino più basso del podio allestito nella già menzionata Cesana Torinese a latere della pista Cesana Pariol il 7 gennaio di quel 2006. I Giochi a cinque cerchi sulla neve erano cominciati il 10 febbraio precedente e mancavano dall’Italia dall’appuntamento di Cortina 1956, dal 26 gennaio al 5 febbraio, che era stata la prima manifestazione olimpica, in generale, svoltasi in una città tricolore, antecedente all’evento estivo di Roma 1960, dal 25 agosto all’11 settembre. Il bottino degli atleti italici a Cortina ’56 era stato tutto nel bob. S’era trattato di un oro, quello nella prova a 2 di Lamberto Dalla Costa e Giacomo Conti, e di due argenti, quello di Eugenio Monti e Renzo Alverà, pure nella guidoslitta di coppia, e quello meritato dall’equipaggio a quattro composto da Monti, Alverà, Ulrico Girardi e Renato Mocellini.