27 OTTOBRE

Oggi, ma nel 1972, a Ragusa, Roberto Campria, figlio del magistrato Saverio, presidente del tribunale cittadino, uccideva, con 6 colpi di pistola, il giornalista, Giovanni Spampinato, di 25 anni.
Il corrispondente dei quotidiani “L’Unità”, organo del Partito comunista italiano, e “L’Ora” di Palermo, acquisito dal Pci nel 1954, veniva freddato mentre era alla guida della sua Fiat 500. Fatale gli era la serie di servizi sulla connessione, per il traffico di armi, sigarette, droga, opere d’arte, tra controversi esponenti eversione di estrema destra -in particolare Stefano Delle Chiaje, fondatore di Avanguardia nazionale, e, verosimilmente, Vittorio Quintavalle, già marò della X flottiglia Mas del principe nero Junio Valerio Borgherse- e notabili della criminalità organizzata locale. Li aveva scritti dopo la sua inchiesta condotta tra la natia Ragusa, Catania e Siracusa.
Ma scontava anche l'aver messo nero su bianco che Campria junior, di 30 anni, fosse, presumibilmente, coinvolto nell’omicidio dell’ingegnere-antiquario Angelo Tumino, già esponente del Movimento sociale italiano. Delitto che era avvenuto, sempre nel capoluogo ibleo, il 25 febbraio precedente, e destinato a rimanere irrisolto. Anche se il caso verrà riaperto, il 7 giugno 2021.
Un’ampia fetta dell’opinione pubblica locale non esiterà a sostenere che Spampinato (nella foto, particolare, al lavoro, in uno scatto proveniente dall’archivio storico dell’Unità) quella fine violenta se la fosse andata cercando.
Un po’ come accadrà per un altro cronista, Giancarlo Siani, corrispondente del quotidiano "Il Mattino" da Torre Annunziata, che verrà fatto fuori, a Napoli, il 23 settembre 1985, per ordine del boss della camorra Angelo Nuvoletta, per aver scavato negli affari loschi della cosca. Roberto Campria si costituirà subito dopo l’agguato mortale e verrà condannato a 14 anni di carcere, ma ne sconterà solo 8, in manicomio giudiziario.
Nel 2007 Spampinato verrà insignito, alla memoria, del premio Saint Vincent per il giornalismo, fondato nel 1948, su iniziativa della giuria, consegnato, il 17 settembre, al Quirinale, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tutta la vicenda verrà ricostruita da Carlo Ruta nel saggio “Morte a Ragusa”, che verrà pubblicato da Edi.bi.si., di Messina, nel 2004.

