29 dicembre

28 Dicembre 2018

Oggi, ma nel 1922, a Portoscuso, gli squadristi del Fascio di Iglesias uccidevano a colpi di pistola i fratelli Salvatore e Luigi Fois (nella foto), socialisti. Luigi era capo della Federazione dei battellieri, attività principale del piccolo centro minerario della Sardegna del sud. Alle elezioni comunali del 17 ottobre 1920 era anche entrato a far parte dell'amministrazione municipale a guida socialista. Nel giugno 1921 i due fratelli erano riusciti a salvarsi da una prima spedizione punitiva nei loro confronti. Il 23 agosto 1924 la Corte d'assise del tribunale di Cagliari, presieduta dal magistrato-scrittore Emanuele Pili, condannerà Leonardo Scameroni a 15 anni di carcere, Giuseppe De Filippi a 20 e Ernesto Zuddas a 15. A difendere i parenti delle vittime ci sarà anche Emilio Lussu, colonna dell'antifascismo dell'isola. Il 18 novembre 1926 il ministro guardasigilli Alfredo Rocco concederà la grazia condizionale ai condannati giudicando la sentenza un "errore giudiziario". Su interessamento dell'Alto commissario per le sanzioni contro il fascismo Mario Berlinguer il 6 dicembre 1944 la corte d'appello cagliaritana revocherà la declaratoria di condono della pena rimettendo in prigione Scameroni. Che però, nel 1948, dopo il perdono da padella famiglia Fois, tornerà nuovamente libero.