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3 dicembre

Oggi, ma nel 1906, a Torino, nel giorno in cui veniva fondato il Torino calcio, la Federazione operai metallurgici della Confederazione generale del lavoro siglava, col segretario generale Ernesto Verzi, il primo contratto collettivo di lavoro della categoria dei metalmeccanici con la fabbrica di automobili torinese Itala. Riguardava 278 tute blu. Sul tavolo delle trattative, che apriranno la via al moderno patto sindacale, c'erano, tra i 20 articoli, quali condizioni per la firma, soprattutto tre anni senza scioperi e in cambio la collocazione monopolistica delle maestranze.

La casa automobilistica del capoluogo savoiardo, creata nell'ultimo mese dell'anno 1903 da Matteo Ceirano, non manterrà quanto pattuito. Perché l'anno successivo romperà l'accordo, a causa della crisi del settore.

In quel 1906, gli operai delle sette imprese dell'auto - la Fiat assorbirà l'Itala nel 1930 - erano a Torino 1.755, contro i 20mila metallurgici della città. Erano una minoranza contrattualmente forte e insistevano in una nicchia chiusa del mercato del lavoro. Proprio per questo dettaglio la Fiom riusciva a dettare le sue condizioni. Altrimenti l'Itala (nella foto l'uscita di una vettura, proprio in quel dicembre 1906, dallo stabilimento torinese di via Francesco Petrarca, alla presenza del delegato Fiom) non avrebbe trovato la manodopera necessaria ad assemblare le proprie vetture. Ma le migrazioni dalle campagne, i trasferimenti dal sud del Belpaese, la nascita della grande fabbrica, avrebbero mutato il quadro.

La forza innovativa del contratto risiedeva soprattutto nel primo articolo. Perché formalizzava, per la prima volta, il principio già anticipato: «Tutto il personale necessario alla Società per tutte le diverse prestazioni di mano d'opera nelle sue officine -esclusi i chauffers e gli aiuti-chauffeurs e compresi i capisquadra - sarà fornito dalla Federazione nazionale metallurgici». L'Itala, proprio in quel 1906, era balzata ulteriormente alla ribalta della cronaca tricolore perché, il 6 maggio precedente, aveva vinto, con Alessandro Cagno come pilota, la prima edizione della prestigiosa Targa Florio, disputata sul grande circuito delle Madonie, da 148 chilometri, col modello 35/40 Hp.

Anche la seconda piazza della competizione era andata alla Itala, con lo stesso modello, con al volante Ettore Graziani. L'accordo torinese Fiom-Itala del 3 dicembre 1906 aprirà quella che passerà alla storia sindacale nazionale come la "grande primavera contrattuale", del 1907, che vedrà la composizione delle controversie lavorative particolarmente tra i fonditori della provincia di Bergamo e poi tra i dipendenti dell'acciaieria Cobianchi di Omegna di Novara.