30 giugno

29 Giugno 2018

Oggi, ma nel 1955, a Roma, scompariva Antonietta Longo (nella foto), domestica trentenne della famiglia del medico Gasparri originaria di Mascaluccia di Catania. Il 10 luglio il meccanico Antonio Spiazzi e il sacrestano Luigi Barboni ritroveranno casualmente il cadavere decapitato lungo la riva del lago di Albano a Castel Gandolfo. L'autopsia rivelerà che fosse morta il 5 luglio dopo ripetute coltellate alla schiena, al torace e all'addome e che solo successivamente fosse stata recisa la testa (che non verrà mai ritrovata). Aveva abortito da poco, ritirato i risparmi pari a 331mila lire dal Libretto postale, chiesto ed ottenuto un mese di ferie, progettava un matrimonio segreto perché aveva lasciato un biglietto indirizzato ai genitori e aveva un corredo matrimoniale nel bagaglio depositato in custodia alla stazione ferroviaria Termini. Il suo caso, che passerà alla storia della cronaca nera italiana come quello della "decapitata del lago", rimarrà un giallo. Parte dei suoi effetti personali, incluso il raro orologio d'oro «Zeus» prodotto in soli 150 esemplari e fermo sulle ore 3.33, verranno esposti al Museo criminologico della Capitale.