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4 aprile

4 Aprile 2026

Oggi, ma nel 1983, in tutta Italia, l’etichetta discografica di Lipsia Polydor pubblicava “Un po’ di Zucchero”, il primo album inciso in studio di Adelmo Fornaciari, in arte “Zucchero”, dal soprannome datogli dalla sua maestra delle elementari, di 28 anni. Con sonorità pop molto lontane da quelle blues che lo caratterizzeranno nel suo percorso artistico, il 33 giri (nella foto, particolare, copertina e vinile del disco), anche se verrà ripubblicato nel 2016, verrà di fatto disconosciuto dal cantautore di Villa Roncocesi di Reggio Emilia poiché ritenuto non rappresentativo della sua musica. Insomma la dinamica di uno “Zucchero Fornaciari”, così si presentava, alle prime fasi della carriera.

Anche se aveva già alle spalle la vittoria all’edizione numero 24 del Festival di Castrocaro delle voci nuove il 10 ottobre 1981, con “Canto te”, a pari merito con Marina Fiordaliso, con “Scappa via”, e la partecipazione al 32° e al 33° Festival di Sanremo, dal 28 al 30 gennaio 1982 e dal 3 al 5 febbraio 1983, rispettivamente con “Una notte che vola via” e con “Nuvola”. Tra le dieci tracce di “Un po’ di Zucchero” vi erano pezzi come “Tempo ne avrai”, “Perché sei bella”, “Sandra”, oltre al già menzionato “Nuvola”, che saranno estratti come singoli nello stesso 1983. Mentre “Canto te” e “Una notte che vola via” erano usciti come 45 giri già nell’82.

Molto avevano contribuito nella lavorazione della raccolta il tastierista Vincenzo “Vince” Tempera, Carlo D’Apruzzo, Luigi Albertelli. Per avere un brano ad alto gradimento bisognerà attendere la trasferta negli States e l'incontro con la musica nera. Nell’album successivo, che verrà rilasciato sempre dalla casa discografica di Lipsia, l’8 marzo 1985, e che sarà intitolato “Zucchero & The Randy Jackson Band”. Conterrà, appunto, “Donne”, con testo di Alberto Salerno. Che verrà presentato nella kermesse canora della Città dei fiori numero 35 del 1985, dal 7 al 9 febbraio, e diverrà una pietra miliare del repertorio di “Sugar”.