5 ottobre

4 Ottobre 2018

Oggi, ma nel 1273, ad Alife di Caserta, Carlo I d'Angiò (nella foto), re di Sicilia dal 1266, emanava il diploma che sanciva la separazione dell'Abruzzo nel giustizierato Ulteriore e in quello Citeriore. La divisione avveniva seguendo il corso naturale del fiume Pescara di 152 chilometri, infatti la dicitura delle due aree era «Ultra e Citra flumine Piscaria». La prima parte aveva come capoluogo la città dell'Aquila e la seconda Chieti. L'Abruzzo era considerato, dal figlio del sovrano di Francia Luigi VIII, un distretto troppo esteso per essere ben amministrato e soprattutto per essere efficacemente difeso: non solo dai nemici esterni, ma anche dalle frizioni interne che ne minavano la stabilità. Problemi derivanti anche dalla collocazione geografica all'estremo settentrione del regno di Napoli. La ripartizione di Alife rimarrà tale anche dopo il 1282 quando, in seguito alla rivolta dei Vespri siciliani e alla cacciata di Carlo I, sul trono siederà il figlio Carlo II.