7 Giugno

6 Giugno 2020

Oggi, ma nel 1981, a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, si sviluppava il rogo prima della partita di calcio tra la squadra di casa, la Sambenedettese, allenata da Nedo Sonetti e con Walter Zenga tra i pali, contro il Matera del commissario tecnico Vincenzo Altezza. Era l'ultima giornata di campionato della serie C1, girone B. Si festeggiava il ritorno in B della formazione locale. Il Matera retrocederà in C2. L'incendio si verificava nello stadio intitolato alla memoria dei fratelli Aldo e Dino Ballarin, difensore e portiere, di 27 e 23, originari di Chioggia, in provincia di Venezia, morti nella tragedia di Superga del grande Torino, del 4 maggio 1949, di ritorno da Lisbona sul Fiat G.212 della Avio linee italiane. Prendevano fuoco 7 quintali di striscioline di carta portate dalla tifoseria organizzata della Sambenedettese, in curva sud, la mattina. Moriranno, per le ustioni riportate, Carla Bisirri, di 21 anni, il 17 giugno successivo, e Maria Teresa Napoleoni, di 23, il 13 giugno, entrambe nell'ospedale Sant'Eugenio di Roma. Si conteranno 164 feriti, dei quali 13 con gravi ustioni, in quello che verrà considerato l'incidente più grave (nella foto, la "sud" in fiamme) occorso in un impianto calcistico in Italia. Erano presenti 12mila spettatori e i cancelli di emergenza erano bloccati. Anche gli idratanti di sicurezza non funzionarono subito. La gara, iniziata con 16 minuti di ritardo per consentire le operazioni di soccorso, fu ufficialmente fatta disputare ugualmente dall'arbitro di Bologna Paolo Tubertini, per non intralciare il trasporto dei feriti, cosa inevitabile se fossero stati aperti i cancelli principali per far defluire tutti i presenti. La sfida terminava 0-0.

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