8 AGOSTO

Oggi, ma nel 1860, a Matera, in piazza del Sedile, la folla inferocita pugnalava a morte il conte Francesco Gattini (nella foto, particolare), di idee liberali, per consentire la spartizione delle terre demaniali confiscate ai baroni e alla Chiesa e delle quali il nobile si era impossessato.
Il moto, che affondava le radici in una diatriba secolare legata soprattutto all’arretratezza culturale e alla fame, era capeggiato dal brigante Eustachio Fasano. L’eccidio era ritenuto precursore delle agitazioni, poi individuate quali filo-borboniche, anti unitarie, che sconvolgevano la Basilicata, ma non solo, in quel delicato periodo storico. Già il giorno precedente, 7 agosto, i materani avevano tentato di dar fuoco al palazzo Gattini per far valere le proprie ragioni e il conte aveva dovuto far andare i parenti a Trani per metterli al sicuro.
Con il conte, trascinato in piazza dopo aver tentato la fuga ed essersi fratturato le gambe saltando nel fienile del limitrofo palazzo Malvini Malvezzi, venivano fatti fuori anche il suo segretario nonché organista del duomo cittadino, l’abate Francesco Laurent, l'aiutante di casa, Michele Rondinone, il candidato sindaco Giovanni Corazza. Dopo l’esecuzione la folla infieriva sui cadaveri con roncole, forche e accette.
Ad infiammare gli animi era stato questa scintilla: mentre la gente radunata chiedeva insistentemente al conte di vedere gli atti notarili per le assegnazioni dei terreni, il possidente lanciava dal balcone dei ducati gridando “mangiate facchini”. Poi aveva sparato colpi di fucile in aria per scacciare la gente dalla sua proprietà.
L’offesa indignava e aizzava ulteriormente il popolo già ridotto allo stremo anche dalla eccessiva pressione fiscale. Dopo l’assassinio del conte, Fasano, di Matera, classe 1837, veniva arrestato, ma riuscirà a fuggire dal carcere e si darà alla macchia unendosi poi a Carmine Crocco, capo indiscusso delle bande dei rivoltosi del Vulture. Il 13 agosto successivo 2400 ettari di terreni demaniali verranno divisi in porzioni e assegnati ai richiedenti. In piazza del Sedile verrà apposta una lapide in ricordo del triplice omicidio.

