8 ottobre

Oggi, ma nel 1893, a Torino, veniva celebrato il matrimonio tra Anna “Annetta” De Michelis, di 18 anni, e Giuseppe Charbonnet, di 50, industriale del capoluogo piemontese, originario di Lione, grande appassionato di aerostatica. Lei, di umili origini, era la figlia della governante dell’eccentrico Charbonnet che, rimasto vedovo, si era votato a sperimentare il progresso del volo attraverso sue invenzioni. Nello stesso giorno, da via del Gazometro, adiacente la stazione ferroviaria di Porta nuova, nell’officina del gas, elemento necessario a gonfiare il pallone, i due sposi decollavano sulla mongolfiera Stella per il viaggio nuziale. Il primo tour del genere sperimentato in Europa.
Erano diretti a Bessans, in Savoia, con tappa intermedia a Piobesi torinese. Con i neo coniugi si trovavano anche gli amici di lui Giuseppe Botto e Costantino Durando che avrebbero avuto il compito di testimoni speciali dell’audace impresa. Ma nel sorvolare le Alpi, a 2600 metri d’altezza, riscendendo da quota 6500, i quattro navigatori dell’aria sbatteranno su un costone di montagna, che non era stato visto a causa della fitta nebbia. Le funi dell’aerostato, impigliandosi nelle rocce, faranno scivolare i malcapitati lungo la parete nord-est dell’Uia di Bessanese, una vetta delle Alpi Graie, alta 3601 metri, posta sulla linea di confine, tra Balme, in Italia, e Bessans, in Francia. I quattro avventurosi viaggiatori si libereranno da tela e funi, ma riporteranno ferite causate dallo schianto.
Il più grave sarà Charbonnet, intento a guidare il gruppo, che presenterà un profondo taglio alla testa. Nel tentare di scendere a valle attraverso il ghiacciaio, resistendo al rischio di assideramento, proprio Charbonnet scivolerà in un crepaccio, morendo sul colpo. Gli altri tre superstiti riusciranno a farcela, il 12 ottobre, e a mettersi in salvo. La notizia della disavventura, molto seguita dalla stampa del tempo, terrà col fiato sospeso non solo la capitale savoiarda, ma l’Italia intera. Anna De Michelis, che alcune fonti riporteranno come Demichelis, sconvolta dalla scomparsa del marito, insieme a Botto e Durando, offrirà un ex voto alla Madonna della Consolata, ritenuta l’artefice della sua sopravvivenza. Farà realizzare per il santuario torinese di via Maria Adelaide, dal pittore Giovanni Massoglia di San Martino Canavese, primo fratello laico giuseppino del Murialdo della congregazione torinese di San Giuseppe, il dipinto, di 90x67 centimetri, olio su tela, raffigurante il dirupo fatale allo sventurato consorte e la scritta “per grazia ricevuta”. Il 16 ottobre 1993 la storica società di filatelia e numismatica torinese Bolaffi, fondata nel 1890 da Alberto Bolaffi, dedicherà una cartolina, con annullo filatelico (nella foto, particolare), predisposto da Poste italiane, commemorativo proprio della triste sorte di Charbonnet.
Tutta la vicenda dello jellato cimento in aerostato di Charbonnet e signora verrà raccontata da Marco Albino Ferrari, fondatore e direttore della rivista Meridiani montagne, nelle 192 pagine del libro “La sposa dell’aria”, che verrà pubblicato dall’editore Feltrinelli, di Milano, nel 2010.

