9 MAGGIO

Oggi, ma nel 1943, a Biserta, in Tunisia, il 1° reggimento di fanteria della regia Marina militare italiana “San Marco”, ammainava la bandiera, arrendendosi alle forze angloamericane, in conclusione dell’esperienza tricolore, ma più ampiamente dell’Asse, in Africa. Avveniva due giorni dopo la resa dell’Heeresgruppe Afrika del generale tedesco Hans-Jürgen Von Arnim, comandante delle forze italo-germaniche nella campagna di Tunisia, nel contesto della seconda guerra mondiale.
Il reggimento era organizzato in 7 battaglioni: Grado, Tobruch, Caorle e Andrea Bafile, dedicato alla memoria del fuciliere abruzzese, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, originario di Monticchio di Bagno dell’Aquila, classe 1878, ucciso dagli austriaci, il 12 marzo 1918, a Cortellazzo di Jesolo, durante la grande guerra, mentre attraversava il fiume Piave, per proteggere i suoi marò. E aggregati vi erano i reparti speciali: mobile centurione “Porcelli” di artiglieria marittima, il plotone “G” dei genieri, e il leggendario “NP”, dei nuotatori paracadutisti (nella foto, particolare, durante il presentat'arm col pugnale modello '38).
Nato ufficialmente nel 1919, il 25 marzo, era stato considerato dall’alto ufficiale nazista Von Arnim, avente i migliori soldati che avesse mai comandato in Tunisia. Il reggimento pagherà la scelta di essere schierato, in parte, con la Repubblica sociale italiana, dopo l’8 settembre 1943, costituendo il 3° reggimento "San Marco", inquadrato nella Marina nazionale di Salò, al nord. I reparti del "San Marco" rimasti componenti del regno d’Italia, che entreranno nella Marina co-belligerante italiana, del sud, all’interno del Corpo italiano di liberazione. Questi fanti di mare avranno l’onore di entrare per primi a Venezia liberata, il 28 aprile 1945, e, quali forze da sbarco, saranno insigniti della medaglia d’oro al valor militare.

