Montesilvano tra migranti, clandestini e stranieri fissi

2 Ottobre 2017

Montesilvano è invasa dagli stranieri, in particolare africani. Basta una passeggiata sul lungomare, o nel quartiere di via Sele, tra la pineta e la statale adriatica, per rendersene conto. Può apparire paradossale, ma i numeri raccontano un'altra realtà: dopo oltre un decennio il flusso di popolazione straniera a Montesilvano si è stabilizzato (4798 persone a dicembre 2014, 4828 nel 2015, 4801 a luglio 2017). All'anagrafe non risultano però i migranti, che di fatto non sono residenti: in proposito non ci sono dati ufficiali, ma il sindaco Francesco Maragno ha sempre parlato di un numero compreso tra i 350 e i 200 ospiti. Anche il progetto per lo Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di Montesilvano fissa a 161 il numero di migranti previsti. La comunità più numerosa è quella rumena (1440): la maggior parte (886) sono donne, e questo suggerisce che a portare i rumeni in Italia è l'assistenza ai nostri anziani. Seguono a grande distanza i senegalesi (518) gli albanesi (432), gli ucraini (421), i nigeriani (220), i cinesi (204), i marocchini (191). Basta in ogni caso riflettere sul dato aggregato (ufficiale) per tutti i 46 comuni della provincia di Pescara (circa 1100-1200 persone) per capire che la presenza dei migranti incide poco sull'andamento della popolazione straniera. Solo a Montesilvano gli abitanti complessivi sono oltre 54.000. Resta l'incognita dei clandestini, che si cerca di rilevare in occasione del censimento generale della popolazione: non possono essere, in ogni caso, numeri in grado di dare una conferma razionale alla sensazione di essere circondati da extracomunitari.