22 luglio

Oggi, ma nel 1909, da Santos, principale porto del Brasile, l’ariete torpediniere “Calabria” della regia Marina militare italiana, sotto il comando del capitano di fregata Mario Casanuova Jerserinch, nel quarto viaggio di circumnavigazione del globo dal 16 gennaio precedente al 20 febbraio 1911, iniziava ad organizzare la trasferta verso San Francisco, in California, su precetto del ministro della Marina, l’ammiraglio Carlo Mirabello, del terzo governo presieduto da Giovanni Giolitti, per partecipare agli importanti festeggiamenti del Portola festival. Ovvero la manifestazione, dal 19 al 23 ottobre, in onore dell’esploratore spagnolo Gaspar de Portolá, primo governatore dello Stato nonché scopritore della Baia di San Francisco, il 2 novembre 1769, quindi 140 anni addietro, mediante il suo luogotenente, Josè Francisco Ortega.
Ma in quel frangente la presenza della delegazione del Belpaese (nella foto, particolare, i marinai italici, con l’ufficiale in seconda, capitano di corvetta Vittorio Tornielli, in sfilata con la bandiera da combattimento dell’unità, offerta dai calabresi il 12 settembre 1897, nella parata su Market street, il 21 ottobre 1909, nell’immagine dal diario olografo del guardiamarina Carlo Trucco facente parte dello Stato maggiore della nave) assumerà particolare significato diplomatico. L’appuntamento sarà, infatti, l’ufficializzazione dell’avvenuta ricostruzione della città statunitense, mediante il piano dell'architetto Daniel Burnham del 1905, con ammodernamento degli edifici in legno rimpiazzati da quelli in muratura e acciaio, dopo la devastazione portata dal sisma il 18 aprile 1906.
Scossa di magnitudo Richter 8.3, che aveva distrutto l’80 per cento dell’abitato, causato 3mila vittime e generato 300mila senzatetto. Il terremoto che era stato magistralmente documentato dal giornalista William “Will” sul quotidiano newyorkese “The Sun”. Quel Portola festival sarà, tra l’altro, il trampolino di lancio di San Francisco verso l’esposizione internazionale Panama-Pacifico, che si terrà dal 20 febbraio al 4 dicembre 1915, idealmente per rendere merito all’apertura del canale panamense del ferragosto 1914, ma che di fatto evidenzierà il riscatto dalla catastrofe tellurica.

