È Marongiu il candidato unico «Punto a una città di qualità»

10 Luglio 2021

Dopo mesi di tira e molla la coalizione incorona ufficialmente l’uomo indicato dal Pd agli alleati «La mia Lanciano deve avere meno auto e più persone, tutelare i fragili e garantire sicurezza»

LANCIANO. Un passo in avanti, non uno indietro. La coalizione di centrosinistra e liste civiche, per voce degli aspiranti sindaci Giacinto Verna e Dora Bendotti, dopo mesi di tira e molla e di posizionamenti granitici sulla corsa alle urne, ha incoronato ieri ufficialmente Leo Marongiu, scelto dal Pd, come candidato unico della squadra uscente. I rappresentanti dei movimenti civici e di un nutrito consenso popolare che hanno permesso al sindaco Mario Pupillo di governare indisturbato per due mandati assieme ai partiti, Pd in testa, hanno spiegato ieri, non senza un pizzico di commozione, le ragioni di una scelta sofferta, ma, alla fine, consapevole.
GLI ALLEATI Quarantacinque anni di media, amici prima ancora che colleghi di giunta, storie diverse, ma limpide alle spalle, i tre amministratori hanno debuttato nella campagna elettorale forse più difficile di sempre sotto l'occhio commosso e vigile del sindaco Pupillo, padre putativo politico di tutti e tre. «La mia ambizione non è mai stata quella di avere un ruolo di primissimo piano, ma far sì che un ruolo di primissimo piano lo avessero le idee di Progetto Lanciano, il movimento civico che rappresento, e con esso tutti i cittadini che in questi anni si sono identificati con il nostro movimento, le sue idee e le sue motivazioni», ha esordito il vicesindaco Verna. «Non ho avuto paura di misurarmi con una candidatura a sindaco, né ritengo di essere uscito sconfitto dal confronto con le altre forze politiche della coalizione. L’ambizione c’era e c’è ancora, ma quella personale o di un gruppo non può prevalere sull’interesse della città». Un passo in avanti anche per Dora Bendotti che ha ringraziato, primo fra tutti, il sindaco Pupillo: «Se sono qui oggi, lo devo a lui», ha detto. «Consapevolezza e responsabilità», ha spiegato l'assessore alle politiche sociali, «hanno sempre guidato ogni mia azione e ogni mia scelta. Ed è da qui che voglio ripartire, accanto al candidato sindaco Leo Marongiu e alle donne e agli uomini della nostra coalizione. Perché se è vero che per realizzare grandi progetti servono ambizione e visione, è altrettanto inconfutabile che per raggiungere un risultato “grande” bisogna dimostrare di saper essere “costruttori”. Ho sempre evitato personalismi e sono convinta che oggi, più che in passato, sia il tempo del dialogo, dell’interesse generale, della condivisione di una visione strategica. Nel mio percorso politico, laico e plurale, slegato da etichette e casacche, non ho mai rincorso piccole quote di rilevanza e non comincerò a farlo ora: lavorerò per allargare lo spazio di costruzione».
IL PATTO La convergenza su Marongiu era stata raggiunta ormai da settimane. Il “Patto di Olmo di Riccio”, così come è stato chiamato scherzosamente dal momento che la stretta di mani è avvenuta nell casa di Verna, è stato cercato e raggiunto grazie ai temi cari a tutta la coalizione e alla strategia dell'attesa di Marongiu. Ambiente, prevenzione dal rischio idrogeologico, edilizia scolastica, difesa della sanità pubblica e del tribunale, attenzione ai fragili, nuova mobilità: la campagna elettorale del centrosinistra riparte da qui.
IL PROGRAMMA «Voglio costruire la Lanciano del 2031 con meno auto e più persone, più qualità della vita», ha arringato Marongiu, «una città che tuteli le fragilità, i bambini e i più giovani, le mamme, con la costruzione di nuovi asilo nido, per una nuova grande comunità lancianese. Vogliamo che nuove coppie tornino a popolare la città e per fare questo dobbiamo garantire loro più sicurezza. Una telecamere per ogni parco pubblico. E ancora, nuovo ospedale pieno di contenuti, tutela della salute, attenzione alle fasce più deboli, difesa del tribunale, più ricchezza. Qualcuno mi ha definito “l’amico di tutti e l’amico di Lanciano”», ha proseguito Marongiu. «Mi piace questa definizione perché essere amico significa prendersi cura. Io sono anche ultras della città, perché ultras significa andare oltre: costruire una comunità andando oltre le mura medievali, andando alla ricerca dell’inclusione, dell’apertura, della tutela delle fragilità. Da questa mattina insieme a questa squadra assumo la guida di questa coalizione e siamo pronti a prenderci delle responsabilità. Siamo volti e vissuti rassicuranti, dall’altra parte ci sono frammentazione e divisione: non ce lo possiamo permettere, non se lo può permettere questa città. Noi siamo pronti, nei prossimi giorni questa coalizione andrà anche ad ampliarsi, dall’unità di oggi diventeremo fenomeno attrattore per costruire una coalizione più forte e più credibile», ha concluso Leo Marongiu.
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