È scontro aperto tra la Lega e Costantini

13 Novembre 2018

La vendita della farmacia saltata, ancora tensione dopo l’espulsione del consigliere dal partito di Salvini

CHIETI. È scontro aperto tra il consigliere comunale Diego Costantini e il suo ex partito, la Lega. Costantini ha convocato per domani una conferenza stampa insieme al consigliere comunale Stefano Rispoli nel corso della quale ha intenzione di non usare mezze parole nei confronti della Lega, che lo scorso 8 novembre gli ha dato il ben servito. Con una lettera a firma del commissario cittadino Palmerino Mammarella e del responsabile area teatina Antonello D’Aloisio è stata decretata la «cessazione contestuale da ogni incarico e potere in seno al movimento politico». A riguardo la Lega tiene a precisare che «le vere ragioni di tale determinazione sono da ricercare esclusivamente nella condotta del consigliere Costantini nei riguardi della dirigenza del partito, reiteratamente inadeguata, e non, per come riferito sui giornali, per la astensione al voto relativo alla vendita della farmacia comunale, alla quale si sarebbe fatto risalire tale evento». Bisogna, però, sottolineare come, nella lettera dell’8 novembre scorso si fa espresso riferimento all’astensione, giudicata «immotivata», di Costantini sul «voto relativo alla delibera sulla vendita della farmacia comunale».
È scontro anche all’interno dell’Udc tra consiglieri e assessore vicini al sindaco Umberto Di Primio e consiglieri che lo criticano e votano contro in consiglio. Nel primo gruppo ci sono i consiglieri Marco Russo e Clara Ricciardi e l’assessore Antonio Viola; nel secondo il capogruppo Mario De Lio e la new entry Roberto Melideo. «Il segretario provinciale Andrea Buracchio non difende più i propri amministratori al Comune di Chieti», dice il consigliere Russo, «non sta difendendo, ad esempio, l’assessore Viola, costretto a ridare le deleghe, sul quale, anzi, si è lasciato scappare una battuta infelice, dicendo che era ci sarebbe stato uno stipendio in meno a carico del Comune. È evidente che l’Udc teatino è abbandonato a se stesso. Il segretario non se ne occupa. Non riunisce più gli organi di partito. Non c’è più una linea politica», conclude Russo, che torna espressamente anche sulla vendita della farmacia. «Visto che sulla questione farmacia comunale non c’è alcun indirizzo politico del partito», dice, «mi appello anche ai miei colleghi che vogliono votare no: dicessero qual è la proposta alternativa alla vendita». (a.i.)