È un professore il morto del belvedere

23 Agosto 2019

Ha 45 anni ed è di Lanciano l’uomo che è stato trovato senza vita mercoledì sotto la balconata con indosso solo gli slip. Oggi l’autopsia

LANCIANO. Un nome e un cognome l’uomo senza vita trovato mercoledì mattina sotto il Belvedere mare monti, di corso Mattetotti, a San Vito, ce l’ha: è quello di Riccardo Iannucci, 45 anni di Lanciano, professore di lingue. Ora, con l’autopsia prevista oggi da parte del medico legale Marco Piattelli, si proverà a chiarire anche le causa di questa morte avvolta ancora nel mistero. A cercare di fare chiarezza sono i carabinieri di San Vito e della Compagnia di Ortona guidati dal maggiore Roberto Ragucci e coordinati dal sostituto procuratore di Lanciano Serena Rossi, impegnati a ricostruire le ultime ore di vita del professore oltre che a provare ad entrare nel suo mondo, fatto dalla famiglia, dal lavoro, da amici ma anche da paure e turbamenti.
IL RICONOSCIMENTO. Il primo scoglio superato dagli investigatori è stato capire chi fosse la persona trovata senza vita dal sanvitese Dante Caporale, che alle 5,30 di mercoledì, mentre faceva stretching appoggiato alla balaustra del belvedere, ha visto una persona di sotto allungata a terra a due metri e mezzo di distanza. «Pensavo dormisse», ha detto l’uomo, «e me ne sono andato. Dopo mezz’ora sono tornato assieme agli operai comunali. Abbiamo provato a chiamarlo, a chiedergli se aveva bisogno di aiuto, ma non abbiamo avuto risposte. A quel punto abbiamo chiamato carabinieri e 118 che hanno constatato la morte». Ma l’uomo era senza alcun documento e quasi nudo. Indossava solo gli slip e accanto aveva pantaloncini, asciugamano e ciabatte, come se fosse stato, o avesse voluto andare al mare. Non c’era il suo inseparabile zaino. A dargli un nome sono stati i familiari. La madre, che aveva notato che Riccardo non era tornato a casa la notte, ha avuto un sobbalzo, un dubbio terribile quando ha sentito la notizia del ritrovamento di un corpo, di un uomo di circa 40 anni, dalla pelle olivastra, a San Vito. È così andata con altri familiari alla stazione dei carabinieri e ha riconosciuto che quel corpo era di suo figlio. Un dolore, il suo, che non può essere descritto.
L’INCHIESTA CONTRO IGNOTI. E al dolore per quella tragica scoperta si è aggiunto il dramma, condiviso dagli amici, di capire che cosa sia successo a quel professore tanto amato dai suoi alunni, dai modi gentili e affabile. Per la Procura di Lanciano l’inchiesta è contro ignoti: non c’è ancora un’ipotesi di reato perché si attende il responso dell’autopsia di oggi. Sarà il medico legale Marco Piattelli a farla a Chieti cercando di chiarire i dubbi su questa morte che lascia sgomenti. Di certo il corpo, come spiegato anche dagli investigatori, era lì non dai giorni ma la morte era sopraggiunta poche ore prima del ritrovamento.
I DUBBI DA FUGARE. C’è da capire come è morto Iannucci e i carabinieri non tralasciano alcuna pista, che va dal malore, al suicidio o ad ipotesi ben più gravi. Le certezze emerse dopo l’ispezione cadaverica esterna sono queste: in primis un edema polmonare. Ci sono segni a terra di trascinamento, come se l’uomo, dopo essere caduto per un malore che lo ha portato a perdere sangue, avesse provato a rialzarsi, ma invano. Altra certezza è che non stati riscontrati traumi da precipitazione, non ci sono fratture che fanno pensare ad una caduta. Non ci sono ferite provocate da armi ma escoriazioni alle gambe e alle parti basse dovute probabilmente ai rovi. C’è da chiarire poi se sia morto proprio nel punto in cui è stato trovato e perché con sé non avesse lo zaino con documenti, portafoglio, cellulare.
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