Altino

Uccise la nonna in casa, perizia per il nipote: da valutare la capacità di intendere e di volere

14 Settembre 2026

Alessandro Carminucci, ingegnere di 25 anni, la sera del 5 agosto scorso ha massacrato la nonna Gilda Di Giuseppe, 89 anni, nell’abitazione estiva di contrada Briccioli. Ora la parola al consulente

ALTINO. A quaranta giorni dal delitto di contrada Briccioli, Alessandro Carminucci, ingegnere di 25 anni, tornerà a fare i conti con il buio della sua mente che, la sera del 5 agosto scorso, ad Altino, lo ha portato a massacrare la nonna Gilda Di Giuseppe, 89 anni. Accolta la richiesta di incidente probatorio, a firma del procuratore capo di Lanciano, Patrizia Foiera, e del sostituto Elena Belvederesi, il gip Massimo Canosa ha fissato per domani, alle 9, nel tribunale di Lanciano, l’udienza per l’affidamento dell’incarico al consulente che si occuperà della perizia psichiatrica sul nipote omicida.

Sarà lo psichiatra e psicoterapeuta Salvatore Spinella di Pescara a dover accertare la capacità di intendere e di volere al momento del delitto e la capacità di stare in giudizio del giovane indagato, che soffre da tempo di disturbi psichiatrici. La difesa di Carminucci, rappresentata dall'avvocato Luigi Toppeta, indicherà il consulente scelto dalla famiglia del 25enne, il dottor Domenico De Berardis, direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl di Teramo.

Anche la procura di Lanciano nominerà un perito di parte, il neuropsichiatria bolognese Renato Ariatti, che nel 2008 firmò la perizia di Annamaria Franzoni, la madre di Cogne accusata del delitto del figlio Samuele. Dopo il conferimento formale, il consulente del gip comunicherà luogo e giorno di inizio delle operazioni peritali e sarà fissata l’udienza per il deposito della relazione finale. Carminucci è attualmente detenuto nel carcere di Chieti con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

La sera del 5 agosto, dopo essersi procurato delle ferite da taglio, ha massacrato la nonna Gilda nell’abitazione estiva di contrada Briccioli, tuttora sotto sequestro. Il giovane, seguito dall’unità psichiatrica del carcere, non è più in isolamento ma condivide la reclusione con un gruppo di detenuti che lo ha accolto. Riceve regolarmente le visite dei familiari, che stanno cercando una struttura protetta, alternativa al carcere, idonea a scontare la misura cautelare.

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