A 15 anni uccise il nonno in casa «Incapace di intendere e volere»

3 Marzo 2023

Ecco cosa dice la perizia depositata ieri dalla psichiatra incaricata dal tribunale per i minorenni L’assassino sarà assolto perché non punibile, ma non tornerà libero: «È socialmente pericoloso»

BUCCHIANICO. Ha ucciso il nonno a colpi di sedie e aspirapolvere, immortalando l’horror in un filmato scivolato subito sui social, ma non è colpevole agli occhi della legge. Il ragazzo di 15 anni responsabile dell’omicidio del 78enne Guido Rodolfo Sulpizio, avvenuto in una casa di Bucchianico lo scorso 8 luglio, era totalmente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. A sostenerlo è la perizia depositata ieri dalla psichiatra Simona Ceccoli, incaricata dal tribunale per i minorenni dell’Aquila nell’ambito del processo in corso con il rito abbreviato. Il giovane, assistito dall’avvocato Roberto Di Loreto, è ritenuto capace di stare in giudizio, ma è tuttora considerato socialmente pericoloso. Il caso tornerà in aula lunedì prossimo e l’esito del procedimento appare inevitabile: il 15enne è destinato ad essere assolto, perché non punibile alla luce dei suoi problemi psichiatrici; al tempo stesso appare scontata l’applicazione di una misura di sicurezza, con il collocamento in una struttura per seguire un percorso di cure. Attualmente l’imputato si trova nell’istituto penitenziario per minorenni Casal di Marmo di Roma.
Il pomeriggio della tragedia, il ragazzo ha prima aggredito la nonna, che ha scaraventato a terra senza alcuna motivazione particolare. L’ipotesi è che a innescare tutto sia stato una sorta di raptus. Fatto sta che il nonno è intervenuto in difesa della moglie e il 15enne ha iniziato a colpirlo, ripetutamente e con violenza, al volto e allo sterno con un aspirapolvere e due sedie. Quando l’anziano è crollato sul pavimento, il nipote ha proseguito a prenderlo a calci e pugni. Mentre gli saltava addosso con i piedi, ha anche filmato la scena con lo smartphone e l’ha postata sullo stato di Whatsapp, visualizzabile da tutti coloro che avevano il suo numero di cellulare. La nonna, sotto choc e in lacrime, ha chiesto aiuto al 112. Subito dopo, il ragazzo si è chiuso nella sua camera da letto. Sul posto sono arrivati i carabinieri e il 118. Il luogotenente Pietro Mangiapia, comandante della stazione dell’Arma di Bucchianico, ha convinto il giovane ad aprire la porta. Una volta uscito dalla stanza, mentre il nonno veniva trasportato in pronto soccorso, il 15enne è stato trasferito al policlinico per una consulenza psichiatrica. «Non ricordo quello che è successo», si è limitato a dire nel colloquio avuto in ospedale con l’avvocato Di Loreto. Sulpizio non è sopravvissuto alla scarica di violenza: ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Pescara, ha lottato contro la morte per quasi 13 ore, ma alla fine ha dovuto soccombere.
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