A Cepagatti l’ultimo presidio del no

Il caso alla Camera per iniziativa di Sel. L’azienda: pronti a incontrare i sindaci
LANCIANO. Negli ultimi giorni di giugno una manifestazione di protesta degli attivisti “No Terna” c’era stata a Cepagatti, nel polo industriale di Piano Marino, nei pressi della stazione elettrica Enel. L’iniziativa era per contestare l’occupazione di un terreno da parte della ditta che sta procedendo alla realizzazione delle infrastrutture per l’elettrodotto Villanova-Gissi. Il gestore delle reti elettriche aveva in programma anche lì l’“immissione in possesso” di un’area, dov’è prevista l’installazione del traliccio numero 2 del collegamento elettrico.
Nel frattempo il parlamentare pescarese di Sel, Gianni Melilla, aveva interrogato i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico sulla vicenda dell’elettrodotto e «sulla reale utilità di un’opera così onerosa per lo Stato italiano». Melilla ha invocato trasparenza anche «sulle regole per l’importazione di energia attraverso l’elettrodotto dall’estero, alla luce degli impegni europei in materia di clima e fonti rinnovabili». Il ministero dello Sviluppo economico, all’epoca del governo Berlusconi, stipulò un accordo con la Serbia per importare energia rinnovabile (fonte idroelettrica) da quel paese.
Terna, nelle settimane scorse aveva dato piena disponibilità a incontrare i Comuni interessati dall’elettrodotto. Alle proteste di alcuni sindaci, all’opposizion dei proprietari dei terreni che saranno attraversati dall’elettrodotto, Terna aveva risposto con la massima apertura possibile: «piena disponibilità a incontrare i sindaci dei comuni interessati al costruendo elettrodotto per approfondimenti e per valutare criticità localizzative».
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