A difenderlo c’è anche Febbo

Le reazioni in città. Zappalorto e Di Paolo: «Pessima figura per Chieti». Febo e Raimondi: no comment
CHIETI. Un coro di voci dolenti e arrabbiate per la brutta figura rimediata dalla città di Chieti in vetrina nazionale nella trasmissione L’Arena di Massimo Giletti. E’ il commento di molti dei protagonisti della vita politica cittadina a cui abbiamo chiesto qual era la figura che, a loro modo di vedere, aveva fatto il sindaco Umberto Di Primio nel partecipare al seguitissimo appuntamento domenicale e se faceva bene a intraprendere azioni legali per il trattamento riservatogli nel tritacarne mediatico, soprattutto tenendo conto della chiusa finale, quando Giletti ha invitato ironicamente la signora a non recarsi sola nell’ufficio del sindaco. «Sulla figura fatta da Di Primio», dice il candidato sindaco Bruno Di Paolo, «preferisco astenermi, tanto tutti hanno visto e sentito, ma sulla figura fatta dalla città di Chieti non ho alcun dubbio: pessima. Non vorrei, però, che tutto ciò fosse frutto di un suo programma per buttarla in caciara politica allo scopo di sviare dal fallimento della sua amministrazione. Querelare Giletti? E’ suo diritto personale ma non lo faccia passare come un atto a difesa della città». A Eugenio Di Francesco, altro candidato sindaco, l’aggettivo che viene in mente è «ridicolo».
«E meno male», aggiunge, «che ha detto di voler difendere le donne. Comunque le cose negative su Di Primio sono talmente tante che anche questa si perde nel mare. Querelare non ha senso. Non è questo che può salvare Chieti». A difendere il sindaco arriva Mauro Febbo: «Dal punto di vista mediatico non so dire che figura abbia fatto, non sono un esperto, ed essendo un amico e “tifoso” di Umberto chiaramente il mio giudizio è condizionato. Dal punto di vista amministrativo, però, è stato puntuale e completo. Venendo alla querela, la frase di Giletti è stata oltremodo infelice e offensiva. Sul ricorso alla carta bollata ognuno ha le proprie idee legittime». Febbo, infine, ci tiene ad aggiungere che «quello che ha fatto D’Agostino è orrendo e vomitevole, alle sette donne in primis, alla sua famiglia, a sua sorella e alla città». Abbiamo chiesto anche il parere dell’onorevole Fabrizio Di Stefano, ieri però impegnato in aula fino a tardi. Altra voce pro-Di Primio è quella del candidato sindaco di IdeAbruzzo, Donato Marcotullio, che in passato non ha perso occasione per attaccarlo. In questo caso, però, «Di Primio ha fatto una buona figura. Si è presentato e ci ha messo la faccia. Non fa bene, comunque, a querelare. Non è così che si risolvono le cose». Negativo, infine, il giudizio del segretario provinciale Pd Chiara Zappalorto, che però precisa: «Non mi interessa come ne esce il sindaco quanto come esce Chieti, ancora una volta umiliata davanti a tutt’Italia. La querela io non la farei». Voci fuori dal coro, infine, quelle del candidato sindaco Pd, Luigi Febo, e di Enrico Raimondi dell’Altra Chieti, che preferiscono non commentare non avendo visto la trasmissione. (a.i.)

