A Forza Italia e Ncd la parte del leone

L’assemblea cittadina avrà comunque una opposizione dura con l’arrivo dei Cinque stelle e il ritorno di Raimondi
CHIETI. Se al ballottaggio vincerà Umberto Di Primio, senza essere mai uscito da palazzo di città governerà per altri cinque anni. L’ultima volta. Se riuscirà a sconfiggere le alleanze del suo avversario e le posizioni ammordite dello zoccolo duro della sinistra, potrà dire di aver vinto senza fare alcun accordo. E che la sua amministrazione è stata gradita dalla maggioranza dei teatini. Ma questa volta il suo lavoro si annuncia un po’ più laborioso, considerato che in consiglio entra una opposizione con qualche valore aggiunto rispetto a quella passata.
C’è l’assoluta novità del Movimento cinque stelle che entrerà con due seggi. Argenio ha detto che si confronterà con i programmi in consiglio, chiunque dovessere essere la maggioranza, ma nello stile Cinquestelle non farà certamente sconti. Come non farà sconti Enrico Raimondi che se non dovesse aver raggiunto un accordo pre elettorale con i «compagni» del Pd, c’è da giurarci che lo raggiungerà in aula. Intanto la Commissione elettorale sta valutando su che cifra attribuire al premio di maggioranza. La norma dice che si deve calcolare il 60 per cento dei consiglieri, quindi 19,2. Una cifra sulla quale dopo varie correnti di opinione il Consiglio ha tirato una linea sostenendo che la maggioranza è maggioranza e il numero deve essere calcolato in eccesso, così da arrivare a un numero di 20 consiglieri. Se vince Di Primio del centrosinistra resteranno a casa Marco Marino, Maria Di Felice, Luca Caratelli e Cinzia Di Vincenzo del Pd, Serena Pompilio e Andrea De Deo di Chieti per Chieti, di Giustizia sociale entrerà solo Di Paolo, e saranno fuori Gianni Di Labio (Uniti per Febo) e Giovanni Di Paolo (Chieti domani).(k.g.)

