A fuoco l’auto di un prof in pensione

1 Luglio 2015

Fiamme nella notte in pieno centro. La polizia: è doloso, vicino alla macchina distrutta trovata bottiglia con resti di benzina

LANCIANO. É di natura dolosa il rogo che, lunedì notte, ha distrutto l’auto di un insegnante in pensione. É accaduto poco prima di mezzanotte in via Dei Bastioni, a pochi passi dal municipio e da piazza Plebiscito. I residenti del quartiere, nella parte storica di Lanciano, hanno udito degli scoppi e il crepitare del fuoco. In molti, ancora svegli a quell’ora, sono scesi in strada. Le fiamme hanno avvolto una Kia Venga posteggiata per la notte nella balconata-parcheggio lungo la strada, a pochi metri dalle case. L’utilitaria di proprietà di un insegnante in pensione, T.D.I., che abita in un vicolo poco lontano, è stata divorata dal fuoco, che ha completamente invaso la zona del motore e l’abitacolo, distruggendo l’interno del veicolo e le portiere e mandando in frantumi tutti i finestrini. Le fiamme e il calore hanno danneggiato anche due auto posteggiate ai lati della Kia, una Fiat Punto e una Nissan. Quest’ultima, in particolare, ha riportato danni alla portiera dal lato del guidatore. Solo l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Lanciano ha impedito danni più gravi. Nel caso siano individuati, gli autori dovranno rispondere del danneggiamento di tutti e tre i veicoli. Ancora ieri mattina l’odore di bruciato era forte nella piazzetta del centro storico. A terra le macchie nere dell’incendio. Sull’accaduto indaga il commissariato di polizia. Non ci sono dubbi sull’origine dolosa del rogo, come attestato dai vigili del fuoco. Una volta spente le fiamme, sul posto sono stati ritrovati residui di una bottiglia con tracce di sostanze infiammabili, benzina o alcol. «Non ho problemi con alcuno», ha detto il proprietario del veicolo alla polizia, che lo ha ascoltato ieri mattina. Al momento è difficile dare una spiegazione al gesto, che appare mirato. L’auto era posteggiata al centro del parcheggio. La via di fuga più vicina era quella che sfocia in piazza Plebiscito, sotto la Torre civica. Oppure, attraverso una scalinata, in via Dei Frentani, accanto al teatro e a un locale pubblico. Più strada gli autori avrebbero dovuto percorrere per fuggire da Pozzo Bagnaro, rischiando di essere notati dai residenti. Improbabile anche che siano scesi, attraverso una scaletta in ferro, al Parco Diocleziano. Ma nulla viene escluso dagli investigatori, che stanno verificando anche la presenza di telecamere.

Preoccupati i residenti della zona storica per la facilità con cui, in pieno centro, avvengono questi episodi criminosi. «E poteva andare peggio», nota qualcuno, «se le fiamme non fossero state subito domate si sarebbero potute propagare ad auto a metano».