A Gessopalena una lapide per “Ciccillo”
GESSOPALENA. Francesco Lannutti di Nicassio, detto Ciccillo, “passò per il camino” di Mauthausen il 2 aprile 1945, un mese prima dell’arrivo della Terza armata americana. Era nato a Gessopalena il 2...
GESSOPALENA. Francesco Lannutti di Nicassio, detto Ciccillo, “passò per il camino” di Mauthausen il 2 aprile 1945, un mese prima dell’arrivo della Terza armata americana. Era nato a Gessopalena il 2 ottobre 1910, secondogenito della numerosa figliolanza di Nicassio, capostipite di una famiglia che oggi conta decine di pronipoti sparsi in Italia e all’estero. Nicassio e i suoi abitavano in una bella casa da loro costruita in pietra in fondo al paese, tuttora esistente e che fu requisita dai tedeschi a fine 1943. Sulla facciata di questa casa i nipoti scopriranno stamattina una lapide per ricordare Ciccillo, inghiottito dai forni e ignorato dalla retorica ufficiale antifascista. Antifascisti e comunisti erano i Lannutti, tanto che la prima sezione Pci fu aperta nel 1946 in un locale della loro abitazione. Il ricordo di Ciccillo è stato sempre presente in famiglia, il suo nome è stampato sull’elenco delle vittime a Mauthausen, ma non se ne è mai parlato ufficialmente. A ricercarlo su internet e nei vari siti dell’Imi (Internati militari italiani) e dell’Anied (Associazione nazionale internati politici), ed a ricostruirne la storia è stato il pronipote Egidio Troilo, aiutato dalla cugina Andreina Lannutti, che insieme agli altri cugini hanno scritto e puntellato la lapide. Ciccillo fu preso dai tedeschi il 9 settembre 1943 in Albania e trasferito nei campi di prigionia. Rifiutò di arruolarsi nella Rsi, e per punizione fu mandato a Mauthausen a lavorare nelle gallerie sottostanti il campo. Morì di stenti, forse picchiato ferocemente, e buttato in un forno.
Gino Melchiorre

