A giorni l’arrivo di 70 migranti Ma il sindaco ribadisce il no

30 Giugno 2017

SAN SALVO. L’arrivo di 70 nuovi migranti a San Salvo è atteso a giorni , sempre che il prefetto di Chieti, Antonio Corona, non abbia deciso di prendere in considerazione la richiesta del sindaco...

SAN SALVO. L’arrivo di 70 nuovi migranti a San Salvo è atteso a giorni , sempre che il prefetto di Chieti, Antonio Corona, non abbia deciso di prendere in considerazione la richiesta del sindaco Tiziana Magnacca, riconsiderando la decisione. Il primo cittadino ha incontrato mercoledi il prefetto per discutere anche di altre questioni e inevitabilmente è stato affrontato l’argomento migranti. Intanto sulla questione la Magnacca dichiara: «La situazione migranti è stata prossimamente gestita da un governo centrale incapace, sordo alle esigenze delle comunità e che ha saputo solo collezionare brutte figure in Europa, dove alcun ricollocamento è stato effettuato e dove molti Paesi, tra cui Austria, Francia. Ungheria, Slovenia, hanno chiuso i confini, lasciandoci con il cerino in mano. Il ministro parla oggi di emergenza. Siamo al caos totale. Mi chiedo dove è vissuto il ministro fino ad oggi. Il punto è che nessuno sa dirci fino a che punto si arriverà e quante altre strutture turistico ricettive della nostra zona saranno ancora trasformate in strutture di accoglienza. È bene che ci dicano se dobbiamo ancora parlare di turismo oppure no, se le nostre attività commerciali hanno dignità di tutela oppure no. È arrivata l’ora delle decisioni serie. Abbiamo bisogno non di decisioni buoniste, utili solo agli affari di pochi, ma coraggiose, lungimiranti e rese a proteggere gli esseri umani e la loro dignità. Non possiamo continuare così. Non accetteremo supinamente di veder trasformata la città».
Intanto sulla questione migranti hanno diffuso una nota congiunta anche l’associazione Gerico e la parrocchia San Nicola. «I movimenti migratori in termini di origine, transito e destinazione, interessano ogni parte della terra e in termini di motivazione sono quasi sempre forzati, causati da conflitti, disastri, persecuzioni, cambiamenti climatici, violenze, povertà e condizioni di vita indegne. Nessuno può credere né tanto meno pensare o sperare di poterne rimanere fuori». (p.c.)
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