A giudizio per i baci alla barista

26 Febbraio 2017

Lei gli chiede un passaggio in auto. Lui (23 anni) la palpeggia e tenta di approfittare della donna

CHIETI. Una serata come tante, quella del 6 giugno 2015, trascorsa dietro il bancone del pub di Chieti dove lavora come barista. Poi quel passaggio in auto chiesto a un cliente, una persona che conosce da tempo e della quale si fida. È così che inizia l’incubo di una giovane donna di Chieti, una storia che a distanza di due anni è costata il rinvio a giudizio con l’accusa di violenza sessuale a un albanese di 23 anni. Si tratta di D.R., da tempo residente nel capoluogo teatino. Un ragazzo come tanti, un cliente del pub con il quale la ragazza ha scambiato qualche battuta in diverse occasioni. Sembrerebbe una persona a posto, un giovane a modo, dal quale la vittima mai si sarebbe aspettata una reazione di quel tipo. Lui è ben contento di offrirle il passaggio, già prefigurando la piega che potrebbe prendere la serata. Lei sale in macchina, convinta che quel ragazzo la voglia effettivamente accompagnare a casa, ma ben presto è costretta a ricredersi. L’auto imbocca una direzione inaspettata, si allontana fuori dal centro abitato. Il giovane si ferma in un luogo non illuminato, e comincia con le avances. Al rifiuto della ragazza le butta giù il sedile e si sdraia sopra di lei per impedirle di uscire, costringendola a subire atti sessuali contro la sua volontà. La bacia, allunga le mani su di lei, che ha paura, paura, che quel giovane possa andare ancora oltre. Poi reagisce, e approfittando di una disattenzione dell’aggressore, riesce a respingerlo liberandosi dalla morsa. Salta giù dalla macchina, raggiunge la strada e chiede aiuto. Pensa che tutto sommato è stata fortunata, ma lui non deve passarla liscia, e appena si sente in grado di raccontare quello che le è successo, decide di denunciare quel cliente tanto gentile, che alla prima occasione si è trasformato in una persona completamente diversa da quella che pensava di conoscere. Il resto è negli atti giudiziari, e la parola fine la metterà il tribunale di Chieti il prossimo 4 aprile, quando D.R. sarà giudicato per violenza sessuale. Sarà il tribunale a decidere se il giovane albanese è uno stupratore, ma l’esperienza ha provato profondamente la vittima, che nel processo si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Antonello Remigio, del foro di Chieti. (a.b.)