A Lanciano 203 positivi Pupillo: dati preoccupanti

8 Gennaio 2021

Tornano a crescere contagi e decessi, il sindaco lancia l’appello ai cittadini «Siate responsabili». L’architetto Nasuti rivela: «Per ore in attesa di un posto»

LANCIANO. Salgono i contagi e i decessi in città. Un aumento «preoccupante» per il sindaco Mario Pupillo che chiede attenzione ai cittadini, spera nel vaccino e denuncia inefficienze nella gestione dei tamponi. Decessi che salgono pure nella casa di riposo di Villa Santa Maria: c’è l’ottava vittima, F.C. .80 anni di Civitaluparella. L’anziano era ospite della casa di risposo Madonna in Basilico. La residenza, focolaio Covid nelle scorse settimane, non contava vittime da tempo. L’anziano è morto all’ospedale di Chieti.
Salgono i casi a Lanciano, non solo a causa dei focolai della residenza anziani Santiago e del carcere. Nella residenza tra i 62 positivi, si sono contati 5 lutti, mentre in carcere i malati sono 56. Sei in più si sono registrati nella giornata di ieri, dove i nuovi casi Covid sono stati ben 27. «La situazione in città torna ai livelli pre natalizi, con un aumento importante dei contagi e purtroppo dei decessi», dice il sindaco. «Abbiamo 203 cittadini positivi mentre i guariti sono 357. I decessi purtroppo sono saliti a 21, con un’impennata da Natale in poi di 6 casi, di cui 5 relativi a nonne e nonni che erano ospiti della residenza Santiago e che erano stati ricoverati per le complicanze dovute al Covid. Ai familiari le mie più sentite condoglianze per questo evento così doloroso». Situazione preoccupante per Pupillo che chiede maggiore attenzione ai suoi cittadini. E per cercare di fermare i contagi parla poi dello screening della popolazione che si sta organizzando con la direttrice del distretto sanitario Manola Rosato.
«Dietro i numeri ci sono però tantissime storie», riprende il sindaco, «di dolore, sofferenza. Una, quella dell’architetto Umberto Nasuti, è emblematica: dimostra come la sanità debba migliorare, la disorganizzazione che c’è. La porterò sul tavolo del comitato ristretto sindaci Asl. Serve un percorso attento e rapido per i tamponi e non solo». Che non ha avuto Nasuti che ha atteso 10 giorni e ha fatto 4 richieste di tamponi prima di essere ricoverato con una polmonite bilaterale a Pescara. «Ho avuto i primi sintomi il 24 dicembre», racconta Nasuti mentre prende fiato dal respiratore, «e mi sono isolato. Ho chiamato la guardia medica ma non ha potuto farmi il tampone. Il 28 è rientrato il mio medico che ha fatto subito la richiesta del tampone; nulla. Fa altre tre richieste, inevase. Il 1° gennaio mi visita l’Usca che torna il 2 con un’ambulanza. Febbre altissima, saturazione bassa: mi ricoverano. Invece mi portano al Renzetti. Resto due ore e mezza al freddo nell’ambulanza. Alla fine mi fanno il tampone rapido, esce positivo e mi portano a Pescara. Altra attesa perché non c’è un posto. Sbotto, stremato. Grazie al pronto soccorso trovo un posto. Quello in cui sono. È una malattia terribile, non può essere un calvario anche scoprire di averla».