«A Lanciano nessun impianto per il recupero dell’amianto»

15 Marzo 2018

LANCIANO. «Nessun impianto di trattamento dell’amianto è previsto a Lanciano o nel comprensorio». Il presidente di EcoLan, Massimo Ranieri, smentisce la notizia apparsa nei giorni scorsi sul sito...

LANCIANO. «Nessun impianto di trattamento dell’amianto è previsto a Lanciano o nel comprensorio». Il presidente di EcoLan, Massimo Ranieri, smentisce la notizia apparsa nei giorni scorsi sul sito della Regione Abruzzo, secondo la quale sarebbe stato raggiunto un accordo per realizzare una struttura con la stessa Regione e altre due società. La notizia aveva sollevato il disappunto di Progetto Lanciano, che attraverso il coordinatore Daniele Pagano lamentava come una forza politica di maggioranza fosse stata tenuta all’oscuro dell’operazione. «EcoLan partecipa a tutti i tavoli regionali che trattano il tema rifiuti», precisa Ranieri, «e circa un anno e mezzo fa siamo stati coinvolti sul tema amianto». Si tratta di una tipologia di rifiuto pericoloso, i cui abbandoni e l’elevato costo di smaltimento hanno indotto EcoLan a partecipare ai tavoli tecnici sul tema. «Il progetto sperimentale messo a punto da università e altri istituti utilizzerebbe il siero del latte per “inertizzare” le fibre di amianto», spiega Ranieri, «EcoLan ha messo a disposizione di questo progetto le proprie conoscenze e competenze. Era previsto un accordo di programma tra i diversi attori, senza obblighi né stanziamento di fondi da parte della Regione. Nel frattempo EcoLan ha concluso l’iter autorizzativo per la realizzazione dell’impianto che tratterà l’organico dei nostri Comuni, impegno», puntualizza Ranieri, «che ha portato il consiglio di amministrazione della società a soprassedere sull’accordo che è arrivato dopo un anno e mezzo». Ma la collaborazione con Regione e università continuerà «perché riteniamo che non si possa far finta che non esista un problema amianto», conclude il presidente di EcoLan, «abbandoni e smaltimenti abusivi sono pericolosi per l’ambiente e per la salute pubblica».