A Orsogna in palcoscenico i “cafoni” di Fontamara

10 Gennaio 2020

ORSOGNA. Il teatro Lanciavicchio porta in scena domani alle 21, al teatro De Nardis di Orsogna, la storia dei “cafoni” di Fontamara di Silone, con l’adattamento e la drammaturgia di Francesco...

ORSOGNA. Il teatro Lanciavicchio porta in scena domani alle 21, al teatro De Nardis di Orsogna, la storia dei “cafoni” di Fontamara di Silone, con l’adattamento e la drammaturgia di Francesco Niccolini e la regia di Antonio Silvagni, in coproduzione col Teatro Stabile d’Abruzzo.
Cinque attori: danno voce a un mondo, a un paese, ai suoi abitanti e pure ai loro carnefici. Raccontano a più voci la storia di Fontamara, dei fontamaresi, di Berardo Viola e di Elvira. Le voci dei protagonisti si accavallano con quelle dei personaggi minori: Giuvà, Matalè, il loro figlio, Marietta, Scarpone, e poi il generale Baldissera, Papasisto, Venerdì Santo, Ponzio Pilato, Betta Limona, l’impresario, il cavalier Pelino, don Circostanza, le mogli, i carabinieri, un prete venduto, un sacrestano disperato. Un mondo si affolla sul palcoscenico attraverso una partitura ferrea, un’alternanza di presenze e testimonianze. Perché di testimoni si sta parlando: quasi fossimo di fronte a un giudice, o forse al Giudizio universale, sono tutti chiamati a ricostruire quei giorni di accanimento sui più indifesi.
Mano a mano che l’intreccio di sviluppa, prendono corpo le storie dei Fontamaresi e degli abusi dei poteri forti ai loro danni. Sullo sfondo anche l’ombra incombente del fascismo che si sposa con gli interessi dei latifondisti.