A rischio il servizio mensa dal primo giorno di scuola

1 Settembre 2017

Appalto da 6 milioni non ancora assegnato: la distribuzione pasti slitta di 10 giorni Genitori preoccupati: i nostri figli troppo piccoli per stare tante ore senza mangiare

LANCIANO. Servizio mensa a rischio per i primi giorni di scuola. Il Comune, nei giorni scorsi, ha inviato una nota ai dirigenti scolastici in cui ha comunicato che il servizio mensa potrebbe slittare e partire dal 25 settembre. Questo perché il bando per l’assegnazione del servizio di ristorazione scolastica si è chiuso, ma non c’è ancora l’assegnazione definitiva. Il Comune vuole accelerare i tempi per riaprire le mense l’11, ma non c’è certezza e quindi per precauzione ha messo in allerta le scuole. Che hanno avvisato i genitori. Diverse mamme non hanno preso bene la notizia. Soprattutto quelle dei bambini dell’infanzia. Tra vaccini, certificati e incognita mense, quest’anno scolastico non inizia nel migliore dei modi.
Il bando della mensa. Il Comune, tramite la Centrale unica di committenza, ha chiuso il 16 agosto il bando per l’affidamento del servizio mensa da 6.641.050 euro per il triennio 2017-2020 (e rinnovabile per il 2020-2023). Due le ditte che hanno partecipato: la Labor società cooperativa/Camst e la Bioristoro Italia srl/Pastore srl. La seconda è stata esclusa per vizi formali, quindi, a meno di ricorsi, aggiudicataria dell’appalto è la Labor/Camst. Ma proprio l’aggiudicazione potrebbe far slittare il servizio nelle scuole. «La seconda società è stata esclusa perché non ha firmato tutte le pagine dell’offerta come specificato nel bando», spiega l’assessore all’istruzione Giacinto Verna, «ma per l’aggiudicazione definitiva bisogna attendere i tempi tecnici. Ad oggi potrebbero servire almeno 7-10 giorni per la verifica della congruità dell’offerta economica. In caso vada tutto bene, riusciremmo ad aprire nei primi giorni. Ma potrebbe esserci il ricorso della società esclusa che farebbe slittare i tempi. Abbiamo avvisato le scuole del problema. Credo che non si andrà oltre il 18 settembre, fermo restando la volontà politica di dare i pasti fin dal primo giorno di scuola». Preoccupati i genitori che hanno i bimbi all’infanzia. «Arrivare alle 13, senza nemmeno la colazione, per i bimbi piccoli non è il massimo», dice L.D.A., mamma di una bimba di 4 anni, «la mia poi non mangia neanche le merendine». Il “problema” infatti è che a scuola si possono portare solo prodotti confezionati. No, quindi, ai dolcetti fatti dalle mamme o ai panini. «A casa lotto contro merendine e poi è la stessa scuola a imporre prodotti confezionati», lamenta V.C., mamma di un bimbo di 5 anni, «ci adegueremo, anche se il bando poteva essere fatto prima». Altra grana per genitori che già sono alle prese con i certificati vaccinali e, alcuni, anche con il pagamento dei ticket mensa arretrati.
Questione morosi. Ad aprile il Comune ha avviato i controlli per il pagamento delle mense: su 1.830 iscritti al servizio, 184 erano debitori per quasi 100.000 euro. «Ad oggi abbiamo quasi recuperato interamente i crediti dell’anno scolastico 2016-2017», dice Verna, «mentre siamo al 35% del recupero dei morosi storici. Ma da quest’anno non ci saranno ritardi e scuse. Nel capitolato di appalto la ditta aggiudicatrice della mensa prenderà anche le presenze giornaliere degli alunni. Prima attendevamo le scuole, ma c’erano ritardi nella comunicazione delle presenze e quindi saltavano i pagamenti. Ora, invece, entro i primi 10 giorni del mese successivo alla consumazione dei pasti, bisogna pagare perché i dati li avremo in tempo reale».
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