A San Salvo gli azzurri di Addesi

In città il ritiro della nazionale paralimpica di ciclismo: 7 giorni di sport e riflessioni
SAN SALVO. A un anno dal decennale della nascita e tra i motori principali dell’attività ciclistica paralimpica in Abruzzo, l’Addesi Cycling continua la propria missione per promuovere lo sport e l’inclusione senza ostacoli. Dopo aver organizzato i ritiri azzurri a Francavilla al Mare e Pineto, il 2022 è l’anno della new entry San Salvo che ospita un nuovo e inedito ciclo di allenamenti della nazionale guidata dal neo commissario tecnico Rino De Candido. A curare come sempre tutti i dettagli a livello organizzativo l’Addesi Cycling di Pierpaolo Addesi con il patrocinio del Comune di San Salvo e la collaborazione dell’omonimo Velo Club. Fino a sabato prossimo, 26 febbraio, sono attesi una trentina di atleti del giro azzurro accolti al Poseidon Beach Village Resort.
Tiziana Magnacca, sindaco San Salvo, commenta: «Siamo felici di ospitare a San Salvo il ritiro della nazionale italiana di ciclismo paralimpico che per una settimana soggiornerà nella nostra città. Sarà l’occasione per apprezzare atleti che sopperiscono a una disabilità con la forza della volontà. Crediamo molto a questa presenza perché è un momento speciale per richiamare l’attenzione di tutti sulle priorità che dobbiamo avere nelle nostre giornate e gli atleti paralimpici ci fanno rimettere i piedi a terra».
Pierpaolo Addesi, a nome dell’Addesi Cycling, la vede così: «In base alla mia esperienza continuo a fare del bene per gli altri e non è facile trovare un’amministrazione comunale molto sensibile alle tematiche della disabilità legate allo sport. San Salvo è una di queste ma voglio sottolineare che l’Abruzzo è l’unica regione in Italia dove si fanno queste iniziative e lo dico perché faccio parte della nazionale italiana da 18 anni. Io», continua Addesi, «rappresento anche il Comitato italiano paralimpico che ha come obiettivo la diffusione dello sport senza le barriere che è il perno centrale della nostra missione. Ultimamente ci sono tanti ragazzi che hanno preso spunto da questa situazione e io sono uno di quelli che stavo sempre nascosto e dopo sono uscito fuori perché ho visto per caso in televisione un mezzo video delle Paralimpiadi di Atene 2004. Questo mi ha dato la forza di uscire da casa, dove mi ero rinchiuso, ed iniziare a correre in bicicletta. Poi sapete tutti come è andata».

