A Selvaiezzi aumenta la puzza
Per questo alla vigilia delle elezioni il sindaco presentò un esposto
CHIETI. Chi negli ultimi due giorni si è trovato a passare per Selvaiezzi, magari viaggiando in auto sull'Asse attrezzato, l'ha definita una puzza da vomito. Da starci male per ore. Figuriamoci che cosa è costretto sopportare chi abita a San Martino. Accade spesso, troppo spesso, che in quel punto della città sembra di vivere in una cloaca. Ma non è più come il 7 maggio scorso quando gli odori nauseabondi provenienti, in quel caso, e forse anche in questo, dal depuratore di San Martino, ebbero un effetto elettorale perché dopo la denuncia del segretario cittadino del Pd, Filippo Di Giovanni, e la mezza rivolta del comitato del quartiere di Madonna delle Piane, Villablocc, il sindaco era sceso in trincea annunciando denunce ai carabinieri e all’Arta. Ma accadeva proprio alla vigilia della convention elettorale del centrodestra, quella che si tenne nel capannone della Wts da dove la puzza si sarebbe sentita visto che da Selvaiezzi si diffonde nella vallata del Pescara. Erano però solo annunci elettorali che portarono il primo cittadino, poi rieletto, a proclamare: «Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni circa un cattivo odore proveniente dal depuratore di San Martino mercoledì sera ho provveduto a denunciare la cosa ai carabinieri». Non basta. Di Primio disse di aver chiesto lumi circa i miasmi avvertiti nitidamente in una grande fascia urbana dello Scalo anche all’Arta. «Dopo averlo fatto verbalmente ho denunciato anche all’Arta il fatto chiedendo», disse, uno specifico controllo sulla qualità dell’aria». Ma, come si dice dalle nostre parti, passata la festa gabbato il Santo. La puzza, così come Di Primio, sono ancora al loro posto.

