A settembre prime comunioni e nozze

17 Aprile 2020

Saltano le date di maggio e giugno. L’arcivescovo Cipollone: aspettiamo le indicazioni da governo e Cei e poi valutiamo

LANCIANO. Niente matrimoni, prime comunioni e cresime, e con essi niente auguri, pranzi e confetti almeno per il mese di maggio e forse giugno. È lo scenario che si sta delineando a causa del coronavirus nella diocesi di Lanciano-Ortona. Il Covid-19 sta mettendo a dura prova anche la Chiesa, tra restrizioni prima in alcuni passaggi delle messe - ad esempio l’omissione del segno di pace, lo svuotamento delle acquasantiere e la santa comunione consegnata sulla mano - poi con le messe in tivù, sui social e siti, per finire ai riti della settimana santa bloccati. Tutte disposizioni emanate in seguito ai decreti governativi per tutelare la salute umana.
La fede quindi si è fatta più intima, si vive nelle mura domestiche, nella famiglia che poi è alla base della Chiesa che ha nei sacramenti quelle manifestazioni anche esteriori della grazia di Dio che vanno comunque espresse. E in attesa di date e decisioni, ci sono decine di bambini per le prime comunioni e di ragazzi per le cresime e famiglie intere in attesa non solo per la funzione strettamente religiosa, ma anche per tutto ciò che ormai vi ruota attorno: inviti, pranzi e cene, abiti, confetti e bomboniere. Le prime comunioni, ad esempio, già fissate per il 24 maggio a Sant'Antonio e al Santissimo cuore di Gesù, sono spostate a data da destinarsi.
«Purtroppo ad oggi non possiamo dare certezze», spiega l’arcivescovo Emidio Cipollone, «anche noi siamo in attesa delle disposizioni governative e poi di quelle della Cei. Se resta il confinamento, è normale che non potranno svolgersi le cerimonie. Se dal 3 maggio ci saranno degli allargamenti delle maglie del contenimento, bisognerà vedere; comunque credo che le cerimonie di maggio non ci saranno e forse anche di giugno. Oltre alle comunicazioni governative e della Cei bisogna anche tenere conto delle comunità: un conto è avere tre comunioni, un conto 50 (a Sant’Antonio, una delle parrocchie più grandi della città, erano circa 80 i bambini che tra maggio e giugno avrebbe fatto la prima comunione e si pensa a uno spostamento ad ottobre o dicembre, mentre alcuni matrimoni di maggio sono stati spostati a settembre o al prossimo anno, ndc), «di certo», prosegue l’arcivescovo, «prenderemo le decisioni migliori per le persone, la loro salute e tenendo conto della fede, della famiglia, della piccola festa. Non ci sono problemi di tempo, bisogna capire come muoversi, riprendere poi le fila delle catechesi (interrotte a inizio marzo, ndc) e agire». Intanto molti genitori hanno disdetto i ristoranti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA