A singhiozzo sale operatorie e ambulatori

Mancano cinque anestesisti: già dimezzati gli interventi e stop alla terapia del dolore. Visite ridotte in Otorino e Ortopedia
LANCIANO. Una sala operatoria già chiusa, con un calo di almeno cinque interventi al giorno; chiusura a singhiozzo degli ambulatori; reparti non accorpati, come accadeva in passato, ma con attività ridotte. È scattato il piano ferie all’ospedale Renzetti, che durerà fino al prossimo 30 settembre. Come accade ogni anno in concomitanza con le agognate -per il personale- ferie, l’attività del presidio fisiologicamente si riduce, ma quest’anno si è ridotta in anticipo rispetto al solito, in particolare nelle sale operatorie.
ANESTESISTI. E non potrebbe essere diversamente visto che al Renzetti mancano ben cinque anestesisti. Fino allo scorso anno si era lavorato a pieno regime a giugno e luglio, invece quest’anno il taglio degli interventi è già arrivato. Una sala operatoria è stata chiusa al mattino dal 1° giugno scorso. Questo significa che saltano almeno cinque operazioni al giorno e a pagarne le conseguenze sono in particolare gli utenti di Ortopedia e Chirurgia (day surgery) che vedranno allungarsi i tempi dell’intervento. Sedute dimezzate che salteranno ancora di più se da luglio non arriverà almeno un medico a dare man forte ai colleghi che si occupano anche della Rianimazione. E non è di certo una bella situazione per l’ospedale che serve almeno 160.000 utenti e che ha lunghe liste di attesa per le operazioni, in particolare in Ortopedia.
NUOVE ASSUNZIONI. La Asl ha annunciato l’arrivo di quattro anestesisti con il nuovo piano assunzioni, e almeno due dovrebbero essere dirottati a Lanciano. Ma non arriveranno prima di fine estate visto che gli scritti del concorso ci saranno a luglio. Quindi dovranno stringere ancora di più i denti gli anestesisti rimasti, stremati da straordinari e doppi turni. L’attività operatoria poi diminuirà ancora di più ad agosto con i 15 giorni, a cavallo del Ferragosto, in cui come al solito si assicurano le urgenze, come tumori e fratture, e le emergenze, come ad esempio gli aneurismi.
POLIAMBULATORIO. Ma la carenza di anestesisti ha ripercussioni anche sull’ambulatorio del dolore, che al momento è sospeso con effetti negativi sui tanti pazienti che segue e che sono in lista di attesa. Il servizio, delicato, accoglie giovani e anziani ed è collocato nel Poliambulatorio che da mesi vede attività a singhiozzo per carenza di medici non sostituiti dall’azienda. È anche il caso dell’ambulatorio dell’otorino, che sarà aperto solo il martedì fino a settembre. La settimana scorsa è andato via uno specialista e sono rimasti in due ad occuparsi del reparto, delle visite ambulatoriali e degli interventi. Dovendo quindi tagliare, si è scelto di farlo sulle visite ambulatoriali che si faranno solo il martedì. Anche l’ambulatorio di neurologia sarà aperto solo una volta a settimana, il sabato mattina. Chiuderà 15 giorni ad agosto l’ambulatorio di odontostomatologia, mentre ha eliminato le prime visite del sabato quello di ortopedia che ha previsto chiusure settimanali a luglio e ad agosto nonostante abbia una gran mole di interventi programmati e visite da fare (le visite programmate prenotate oggi si effettuano a fine novembre, dopo 168 giorni di attesa) visto che in estate cadute e incidenti, purtroppo, aumentano.
ESAMI. Si ferma poi per un mese l’ecocolordoppler -esame che analizza la funzionalità di vene e arterie- che, con la mammografia, è l’esame più richiesto nell’intera azienda sanitaria. Un fermo necessario perché da anni, nonostante le richieste e le proteste, c’è un solo medico nell’ambulatorio dove si effettua l’esame che ha una attesa di 501 giorni (si prenota oggi e si esegue nell’ottobre 2019 se programmato). Una serie di chiusure che costringeranno gli utenti a scriversi le date dei fermi per evitare viaggi a vuoto a Lanciano. Ad ogni modo le visite urgenti sono assicurate al Pronto soccorso e nei reparti che non vedranno accorpamenti.
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