Abbatti un albero? Attenzione, rischi di ripiantarne tre

11 Giugno 2015

Lanciano è uno dei pochi comuni a darsi delle regole Vietata la “capitozzatura”. Via libera agli orti urbani

LANCIANO. Il verde pubblico non è più soltanto un anonimo contorno urbano. Con l’approvazione nei giorni scorsi del regolamento del verde pubblico e privato, tramite delibera del consiglio comunale, alberi, siepi, arbusti, parchi, giardini e aiuole acquisiscono un “valore paesaggistico da tutelare, svolgendo funzioni climatico-ecologiche, urbanistiche e sociali e rivestendo un ruolo di educazione ambientale e di miglioramento della qualità urbana”. Lanciano, come ha rimarcato positivamente il Wwf Zona frentana e Costa teatina, «è uno dei pochi Comuni abruzzesi che si è dotato di un regolamento del verde» ed è destinato a “fare scuola” anche in altre realtà della regione.

In bozzolo da diversi anni e condiviso con le associazioni ambientaliste e con gli ordini professionali del settore ambientale, il regolamento diventa a tutti gli effetti lo strumento per gestire e valorizzare tutto ciò che c’è di verde in città, dai parchi fino alle aree incolte, dalle siepi divisorie dei giardini fino agli alberi che adornano viali e strade. Un consistente passo avanti è stato fatto nella manutenzione degli alberi. Il problema era stato sollevato già diverso tempo fa dalla Federazione regionale degli Ordini degli agronomi e dei forestali, attraverso il presidente Mario Di Pardo, e in seguito dall’associazione Nuovo Senso Civico. La cosiddetta “capitozzatura”, ossia la potatura indiscriminata dei rami fino a lasciare gli alberi ridotti a dei monconi, era stata giudicata, prima ancora che antiestetica, molto dannosa per la vita delle piante e pericolosa per il loro sviluppo in ambiente urbano. D’accordo con questa tesi, supportata da numerosi testi scientifici, anche il Wwf per voce della presidentessa Fabrizia Arduini: «Gli abbattimenti degli alberi pubblici d’ora in poi saranno possibili solo in caso di stretta necessità e solo previa autorizzazione, così come per gli abbattimenti di quelli privati, se aventi dei requisiti minimi o se ricadenti in zone vincolate dal punto di vista ambientale», commenta Arduini. «Questo disciplinare, se correttamente applicato, rappresenterà il primo degli strumenti di pianificazione comunale, che dovrà necessariamente andare ad integrarsi con gli altri ancora da realizzare come il Piano del verde ed il censimento delle aree verdi. Per il Wwf il regolamento è un buon punto di partenza che riconosce il ruolo del verde urbano nel benessere e nella qualità della vita dei cittadini». Tra le altre direttive apportate c’è anche il divieto, sia per il pubblico che per i privati, di abbattere alberi ricadenti in zone vincolate dal punto di vista ambientale o di pregio. Tagliare un albero sarà quindi consentito in quelle aree solo in casi di stretta necessità, come pericolo a cose o persone, piante irrimediabilmente malate, danni ai sottoservizi. Inoltre ogni albero abbattuto va sostituito con tre piante di specie autoctona.

Tra le novità ci sono anche gli orti urbani, aree pubbliche concesse dal Comune a titolo temporaneo a famiglie o altri assegnatari, destinate alla coltivazione di prodotti ortifrutticoli e fiori. Il Comune si riserva anche il diritto di assegnare gratuitamente agli istituti scolastici della città gli orti urbani vicino agli istituti stessi per scopi didattici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA