Abbracci al sindaco esiliato «Io cacciato ingiustamente»

Manifestazione in strada a sostegno di D’Angelo colpito dal divieto di dimora In Val di Foro, fuori dai confini comunali, la solidarietà degli altri primi cittadini
CASACANDITELLA. «Mi manca Casacanditella. Credo sia normale. Dopo 60 anni, affrontare tutto questo, essere cacciati, è dura». Giuseppe D’Angelo, unico caso in Italia di sindaco in esilio, si commuove nel ricevere la solidarietà degli altri sindaci e della sua gente che lo riabbraccia dopo il divieto di dimora nel suo paese sancito dal Tribunale del riesame dell’Aquila. L’abbraccio c’è stato ieri sulla fondovalle Foro, fuori dai confini del territorio comunale, dopo che in mattinata un gruppo di sindaci insieme ai cittadini di Casacanditella si erano riuniti davanti al municipio per una manifestazione di solidarietà nei confronti del sindaco in esilio.
LA SOLDARIETÁ DEI SINDACI. La manifestazione è partita ieri mattina alle ore 10 davanti al municipio di Casacanditella. Ad organizzarla sono stati i casacanditellesi, che hanno chiamato a raccolta anche i sindaci del territorio. Il primo a mobilitarsi è stato il sindaco di Rapino Rocco Micucci. «Una misura del genere non viene applicata dai tempi del re d’Italia Umberto II», dice Micucci, «che fu sì esiliato, ma dal popolo. Essere subordinati alla legge va bene, ma all’arbitrio no». Insieme a lui erano presenti i sindaci di Lanciano Mario Pupillo (che ha preferito indossare la fascia tricolore anziché quella blu di presidente della Provincia), di San Martino sulla Marrucina Luciano Giammarino (anche lui rimasto impigliato nelle maglie dell’inchiesta), di Roccamontepiano Adamo Carulli, di Casalincontrada Vincenzo Mammarella e di Francavilla Antonio Luciani, quest’ultimo senza fascia tricolore perché ha difeso D’Angelo come avvocato. C’erano inoltre gli ex sindaci di Fara San Martino, Casalincontrada, Roccamontepiano e Ari, rispettivamente Antonio Tavani, Concetta Di Luzio, Orlando Donatucci e Renato D’Alessandro. La manifestazione si è svolta davanti al municipio accanto a una sedia vuota: la poltrona da primo cittadino è stata portata fuori dal palazzo con la fascia tricolore sopra.
L’ABBRACCIO AL CONFINE. Per incontrare D’Angelo i manifestanti si sono dovuti spostare sulla Val di Foro, a qualche metro fuori dal confine comunale. Sotto l’occhio attento del maresciallo dei carabinieri Luigi D’Ortona, comandante della stazione di Casacanditella, D’Angelo ha incontrato i suoi compaesani e i sindaci del territorio. «La prima cosa che farò quando tutto questo sarà finito», dice, «è riabbracciare i miei concittadini. Tutti, indipendentemente dal fatto che mi abbiano votato o meno».
CONSIGLI ITINERANTI. Dalla casa di Francavilla dove risiede, D’Angelo continua a gestire il suo Comune. «Mi sento a telefono con la giunta e i consiglieri. Mercoledì prossimo, inoltre», annuncia, «ci sarà un consiglio comunale per cambiare il regolamento dell’ente, secondo il quale giunta e consiglio devono riunirsi per forza in municipio. Cambiata questa regola, potremo tenere la giunta da me e i consigli comunali nei municipi dei paesi che ci vorranno ospitare. Che, da quello che ho potuto vedere, sono tanti».
L’INCHIESTA. D’Angelo, 60 anni, rieletto sindaco per la seconda volta nel 2017, è indagato per corruzione in un’inchiesta sugli appalti dell’Unione dei Comuni delle Colline teatine. È accusato di aver percepito circa 10 mila euro di tangenti da imprenditori, camuffate da contributi per le feste paesane. Il 27 settembre scorso erano scattati gli arrestati domiciliari, 23 giorni dopo D’Angelo era tornato libero. Ma al posto dei domiciliari era arrivata l’interdizione dagli incarichi pubblici, a partire dalla carica di sindaco. Un provvedimento contestato dalla difesa perché l’articolo 289 del codice di procedura penale vieta l’applicazione della misura «agli uffici elettivi ricoperti per diretta investitura popolare», come ha riconosciuto la Cassazione lo scorso 16 febbraio, che ha parlato anche di esigenze cautelari «affievolite». Adesso la difesa attende di leggere le motivazioni della nuova decisione del Riesame per passare al contrattacco.

