Abruzzo e Molise insieme per ultimare la super diga
Incontro a Campobasso tra i rappresentanti delle due Regioni sull’opera faraonica D’Alfonso conferma l’impegno di 25 milioni e annuncia tempi brevi per il bando
VASTO. Diga di Chiauci, la faraonica struttura sarà completata. Lo ha confermato il governatore Luciano D’Alfonso al termine dell’incontro che le Regioni Abruzzo e Molise hanno avuto ieri a Campobasso, assicurando anche tempi brevi di realizzazione. Sono disponibili 25 milioni di euro per il completamento delle ultime opere, 15 dall’Abruzzo e 10 dal Molise. Per la gestione dell’opera sono stati preventivati 250mila euro annui. Le due Regioni e i Comuni della vallata, nel corso dell’incontro a Palazzo Vitale, hanno confermato l’impegno per individuare gli interventi necessari al completamento dell’invaso nel più breve tempo possibile. «La diga è importantissima per l’approvvigionmento idrico. Faremo un’ultima rilettura e poi partirà il bando di gara. Questa struttura ha già fatto troppi compleanni senza vedere la fine», ha detto D’Alfonso. Al summit convocato per trovare una soluzione erano presenti l’assessore Pierpaolo Nagni per la Regione Molise, per l’Abruzzo oltre a D’Alfonso si sono seduti al tavolo i sindaci di Vasto, Luciano Lapenna, il commissario straordinario Arap, Giampiero Leombroni, e quello del Consorzio di Bonifica sud, Rodolfo Mastrangelo, i direttori dei dipartimenti regionali Emidio Rocco Ernesto Primavera (opere pubbliche) e Antonio Di Paolo (sviluppo rurale). Vista l’importanza dell’incontro ha partecipato anche il segretario generale dell’Autorità di bacino dei fiumi Garigliano e Volturno, Vera Corbelli.
La speranza dei Comuni della vallata è che i tempi siano davvero brevi. La prima volta che si discusse della diga era il 1922. La diga di Chiauci è ancora oggi un’incompiuta dalle proporzioni gigantesche. Ricade sul territorio di ben tre comuni, Pescolanciano, Civitanova del Sanno e Chiauci, anche se su quest’ultimo grava l’80% della struttura: 70 metri di altezza, 141 di lunghezza per una portata di 15 milioni di metri cubi d’acqua. Oggi ne ha poco più di 4 milioni. Perché l'opera è incompleta.
Il primo progetto tecnico porta la data del settembre 1977. La Cassa per il Mezzogiorno finanziò l’avvio dei cantieri otto anni più tardi. La struttura è stata ultimata nel 1997, ma per funzionare necessita di alcuni lavori di completamento. Venticinque milioni sono sufficienti. L’importante è ridurre i tempi burocratici. Nel frattempo il mondo agricolo, le industrie e il turismo si augurano che siano stati fatti gli interventi per consentire gli approvvigionamenti idrici per la riviera nel corso dell’estate ormai alle porte. Un intero territorio, infatti, è ristorato dalla faraonica struttura.
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