Abusa della figliastra 13enne: arrestato

Camionista in manette: è stato denunciato dalla compagna. Al ritorno dal lavoro si appartava nella camera della ragazzina
LANCIANO. Rientrava di notte dal lavoro, si infilava nel letto dove dormiva la figliastra tredicenne e abusava di lei. Un incubo durato 4 mesi a cui ha messo fine la mamma della tredicenne, denunciando il compagno, e soprattutto le forze dell’ordine della Procura, i carabinieri di Atessa, e il giudice Massimo Canosa che ha accolto la richiesta del pm Rosaria Vecchi di rinchiudere l’uomo, S.V., 36 anni, romeno residente da anni in un paese sangrino, nel carcere di Lanciano. L’accusa è di violenza sessuale aggravata e continuata su una minore di 14 anni: la figlia della compagna che all’epoca dei fatti di anni ne aveva 13.
Gli incubi per la ragazzina sono iniziati nelle festività di Natale del 2016. Quando fuori le città di ornano di luci e colori, l’aria sa di buono, per lei era buio pesto e soprattutto la notte si trasformava in un incubo. In base alle delicate indagini della sezione Pg carabinieri diretta dal maresciallo Armando Pizzolla, dal Nor dei carabinieri di Atessa, grazie ad ausili tecnologici nonché all’audizione della vittima da parte del pm assistita da una psicologa, si è accertato che l’uomo, camionista, quando rientrava a casa a tarda notte dal lavoro, andava nella cameretta dove la ragazzina dormiva sola. Si infilava nel letto, le palpava il seno e le parti intime e si masturbava. La frequenza di questi atroci rapporti era disarmante: almeno tre volte a settimana da dicembre 2016 al 28 marzo 2017. Un incubo per la ragazzina che credeva che l’uomo fosse il suo padre naturale. La madre, infatti, conviveva con lui da più di 10 anni, da quando la figlia, avuta da una precedente relazione, aveva poco meno di due anni.
E non le ha mai rivelato che l’uomo non era il suo padre naturale. Un dramma nel dramma per la ragazzina che, dopo 4 mesi di abusi, non riuscendo più a sopportare le violenze, non trovando risposte perché risposte non ci sono ad abusi del genere, ha raccontato tutto alla madre. La donna, nonostante il mondo le fosse crollato addosso, ha sporto denuncia ai carabinieri contro il compagno. Il 36enne, poi, come dimostrato dalle intercettazioni non si è mai pentito dei suoi gesti, non li ha mai negati. Anzi, si è preoccupato solo di uscire dal “caso” nel miglior modo possibile, magari con un patteggiamento. Sconcertante. Il pm Rosaria Vecchi, ha chiesto e ottenuto dal giudice la misura cautelare in carcere. Domani è previsto l’interrogatorio di garanzia alla presenza de suo avvocato, Massimo Biscardi.
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