Abusi sessuali, altra condanna annullata

Perano. Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che vede coinvolto, da 7 anni, il sindaco Bellisario per violenza
PERANO. Annullata la sentenza di condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione inflitta dalla Corte di appello di Perugia al sindaco Gianni Bellisario per la presunta violenza sessuale su una ragazza oggi 25enne. La Cassazione ha annullato la condanna e rinviato gli atti alla Corte di appello di Firenze, che dovrà anche riascoltare la presunta vittima. Ennesimo capitolo della straziante vicenda che vede coinvolto, ormai da sette anni, il primo cittadino di Perano e una ragazza della zona. Una vicenda giudiziaria che, tra ricorsi e controricorsi, ha fatto collezionare a Bellisario due sentenze di condanna e tre di assoluzione. L’ultimo round è ancora a suo favore.
Bellisario, difeso dai legali Massimo Biscardi e Augusto La Morgia, da anni ribadisce la propria innocenza. La vicenda risale al 27 maggio 2010 quando una 19enne del paese presentò ai carabinieri di Atessa denuncia contro il sindaco, accusandolo di averla costretta ad avere un rapporto sessuale in un cantiere edile. La ragazza si era recata dal sindaco per prospettargli un problema di lavoro e lui le avrebbe chiesto di seguirla nel cantiere dove doveva fare un sopralluogo, dicendole che l’avrebbe ascoltata durante il percorso. Al cantiere, invece, secondo l’accusa, avrebbe abusato di lei. I carabinieri di Atessa, nel posto indicato dalla ragazza, trovarono fazzoletti sporchi di liquido seminale che le analisi dei Ris confermarono essere dell’uomo. Durante il processo con rito abbreviato, nel 2012, il giudice assolse il sindaco “perché il fatto non costituisce reato”: la ragazza, in sostanza, era consenziente. Presentò ricorso in appello l’avvocatessa della giovane, Danielle Marguerite Mastrangelo, e arrivò la condanna dell’Aquila a poche ore dal voto delle comunali. Bellisario vinse le elezioni e presentò ricorso in Cassazione, che annullò la sentenza aquilana e inviò gli atti a Perugia. Qui lo scorso anno, nonostante la richiesta di assoluzione della stessa Procura, è arrivata la nuova condanna a 3 anni e 4 mesi e il nuovo ricorso in Cassazione. Ora la suprema corte ha annullato anche la condanna perugina e rinviato gli atti al tribunale d’appello di Firenze che dovrà sentire la ragazza. Che andava già ascoltata visto che c’è stato un ribaltamento di sentenza tra primo e secondo grado: ma né i giudici dell’Aquila né quelli di Perugia lo hanno fatto. Resta quindi l’assoluzione per Bellisario, in attesa del nuovo pronunciamento di giudici su una storia logorante, che pare infinita.
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