Abusi su una bimba, chiesti 200mila euro

3 Marzo 2016

La piccola avrebbe subito violenza sessuale da parte di un pensionato 83enne: i genitori si sono costituiti parte civile

LANCIANO. Chiedono un risarcimento danni di 200mila euro, anche se provare a quantificare la violenza subita da una bambina è cosa impossibile. Nel processo che si aperto ieri di fronte al collegio (presidente Andrea Belli, a latere Giovanni Nappi e Stefania Cantelmi), alla sbarra un pensionato di 83 anni accusato di violenza sessuale su una bimba di 10 anni, i genitori e la piccola si sono costituiti parte civile. E hanno chiesto, tramite gli avvocati Consuelo Di Martino, che rappresenta i familiari, e Antonella Fantini, che patrocina la ragazzina, il cospicuo risarcimento danni, ma soprattutto che vengano fatte chiarezza e giustizia.

Le accuse per l’uomo sono molto pesanti, di quelle che fanno stringere il cuore. Il 5 luglio 2014 la bambina avrebbe subito violenza dall’83enne, incensurato, che l’avrebbe avvicinata per strada e non solo palpeggiata. In base all’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi, presente ieri in aula, l’anziano avrebbe approfittato degli incontri quotidiani sotto casa, dove entrambi portavano a sgambettare i propri cagnolini, per avvicinarla. Si incontravano spesso, ma nel pomeriggio del 5 luglio 2014, il pensionato avrebbe molestato la bambina.

La piccola avrebbe raccontato, spaventata, l’accaduto ai propri genitori, appena rientrata a casa. I familiari hanno, poi, sporto querela. Durante l’inchiesta sono state eseguite anche delle perizie sulla bambina, che avrebbero dimostrato la veridicità del racconto e che l’attendibilità della bambina. Ieri, ad ogni modo, i legali dell’imputato, Marco De Angelis e Biancamaria Bucco, hanno chiesto al collegio di fare un’altra perizia sulla piccola per verificarne l’attendibilità.

I giudici, nella prossima udienza fissata al 15 giugno 2016, potrebbero, quindi, decidere di nominare un altro perito, oltre a quelli della Procura e delle parti civili che hanno evidenziato non solo l’attendibilità della piccola ma anche la gravità dei fatti, ossia che questi hanno influito negativamente sull’equilibrio psicologico della bambina. I giudici potrebbero anche decidere di ascoltare la minore, che ovviamente testimonierebbe in un ambiente protetto, nel rispetto della legge, non di certo nell’aula del tribunale. I legali dell’uomo continuano a sostenerne l’innocenza. Anche in sede di rinvio a giudizio avevano provato che l’anziano, incensurato e malato, ha sempre vissuto attorniato dai bambini, avendo avuto quattro figlie e quattro nipoti.

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