Abusi sulle figlie: udienza a Pescara

6 Giugno 2018

Audizione in videoconferenza per un testimone importante residente in Germania

VASTO. Si sposta da Vasto a Pescara il processo al collaboratore di giustizia accusato di avere abusato delle figlie. Nel corso dell’udienza che si è svolta ieri mattina il tribunale di Vasto ha disposto l’audizione di un importante testimone residente in Germania che sarà ascoltato per rogatoria internazionale in videoconferenza. Non disponendo degli impianti tecnici necessari, i giudici vastesi andranno a Pescara. L’udienza è stata quindi aggiornata a settembre. Ad accusare l’imputato sono le figlie assistite con la madre dall’avvocato Arnaldo Tascione. «Ho commesso tanti errori ma sono un uomo di vecchio stampo e non avrei mai fatto male alle mie figlie», dice il collaboratore di giustizia.
La testimonianza che arriva dalla Germania, un Paese in cui l'uomo ha lavorato, chiarirà molte cose. La storia è delicatissima. Secondo l’accusa, dal 2013 al 2016, l’uomo avrebbe cominciato ad avere un atteggiamento strano nei confronti delle figlie (una è minore). La polizia lo ha arrestato un anno fa dopo un mese di intercettazioni con l’accusa di abusi sessuali e maltrattamenti in famiglia. Una storia terribile. «Un inferno anche per il mio cliente», ha dichiarato dopo l’arresto l’avvocato Vincenzo Gabriele D’Agostino, legale dell’uomo. «Il mio cliente ha sempre respinto le gravissime accuse non solo a parole ma producendo in Procura numerosi documenti e manoscritti redatti dalle figlie in tempi non sospetti che raccontano una verità diversa da quella emersa fatta di istigazioni alla calunnia e pressioni culminate nell’avversione verso il padre. Una delle figlie», prosegue l’avvocato, «già in passato aveva rivolto accuse gravissime al padre formalizzate in querele non solo nei confronti del mio cliente ma anche di un altro familiare e di un amico. Le accuse si sono rivelate infondate e false. L’imputato è stato a lungo lontano dalla famiglia perché latitante all’estero, sotto protezione o detenuto per altre cause», conclude l’avvocato D'Agostino. Il Tribunale per i minori dell’Aquila ha affidato nel frattempo il figlioletto di 7 anni a una Casa famiglia. (p.c.)
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