Abusivi i semafori della Ztl Il Comune li deve togliere

Gli impianti luminosi non sono previsti dal Codice della strada e vanno rimossi Il Ministero bacchetta l’amministrazione dopo la lettera-esposto di un avvocato
LANCIANO. I semafori che indicano l’accesso nelle zone a traffico limitato non sono previsti dal Codice della strada. È questo il motivo per il quale gli impianti luminosi, installati nel corso della precedente amministrazione per facilitare residenti e automobilisti, saranno rimossi lunedì dai varchi dei quartieri Borgo e Lancianovecchia. In un primo momento l’amministrazione comunale aveva comunicato, non senza suscitare un vespaio di polemiche, che dai prossimi giorni si sarebbe potuto fare a meno dei semafori poichè le infrazioni registrate hanno subito un deciso calo nell’ultimo periodo rispetto alle prime settimane di entrata in vigore della Ztl. Ma questa, come si è visto nelle ultime ore dai numerosi commenti adirati di automobilisti e cittadini sui social network e dalle decine di telefonate all’Ufficio mobilità e traffico comunale, non è l’unica ragione per la rimozione dei semafori. A metterci lo zampino è stato, infatti, direttamente il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
LA SEGNALAZIONE. A presentare due lettere-esposto (una il 24 novembre e l’altra il 6 dicembre scorsi) al Ministero e per conoscenza al prefetto, ai comandanti dei carabinieri e della polizia stradale di Lanciano, è stato un avvocato frentano. Le segnalazioni riguardavano il fatto che in un’occasione il semaforo di piazza della Pietrosa verso via Dell’Asilo alle 15,30, e dunque in pieno regime di Ztl, segnava verde facendo così incappare molti automobilisti in errore e, quindi, nella multa. «Con la presente», si legge nell’esposto, «si vuole portare a conoscenza delle autorità che nel Comune di Lanciano vi è un sistema Ztl con impianto semaforico che sta traendo in inganno centinaia di automobilisti che vengono ingiustamente sanzionati. S’invitano le autorità in indirizzo ad assumere ogni più opportuna iniziativa a tutela della cittadinanza». Di qui l’attenzione del Ministero che, in risposta alle segnalazioni, ha contattato il Comune e il comando di polizia municipale, ricordando che l’utilizzo dei semafori non è previsto dal Codice.
LE POLEMICHE. «A questo punto», si chiede ancora il legale, «bisognerebbe sapere quante di quelle multe, per un incasso totale di 16mila euro per stessa ammissione del Comune che parla di 200 infrazioni di media al giorno nelle prime settimane di esercizio, sono da attribuire all’errore degli impianti semaforici». Ma sono numerosi gli interrogativi e i timori degli automobilisti: chi viene da fuori città e non vede più il semaforo, capirà che la Ztl è ancora in vigore? E i cartelli, che tanto hanno generato panico e incomprensione all’inizio, sono davvero ben visibili a tutti? Intanto il Comune ha diramato una seconda comunicazione in cui si corre ai ripari specificando, ancora una volta, che la Ztl resta attiva anche senza semafori.
L’ASSESSORE. Mentre a Palazzo di città si sta valutando l’inserimento di pannelli luminosi con la scritta “varco aperto/varco chiuso” (i tempi e i costi dipendono dall’unica ditta che realizza questo genere di impianti tollerati dal Codice), l’assessore alla mobilità Francesca Caporale ribadisce che «il Comune non ha l’intento di fare cassa con gli errori dei cittadini. I semafori non rientrano nel Codice della strada e quindi vanno rimossi, ma la segnaletica è a norma, così come i segnali di preinsegna e le dimensioni dei caratteri e dei cartelli. La nostra volontà resta quella di stare dalla parte del cittadino».
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